USA - Texas. La Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani ha chiesto alle autorità del Texas di non procedere con l’esecuzione di Bernardo Tercero
USA - Texas. La Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani ha chiesto alle autorità del Texas di non procedere con l’esecuzione di Bernardo Tercero
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La Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani (IACHR) ha chiesto alle autorità del Texas di non procedere con l’esecuzione di Bernardo Tercero, di origine nicaraguense, prevista per il 26 agosto. La Commissione, organo della Organizzazione degli Stati Americani (OSA o OAS), fa riferimento alla Convenzione di Vienna sulle Relazioni Consolari del 1963, la quale prevede che al momento dell’arresto di un cittadino straniero, dell’arresto venga informato il Consolato di appartenenza, e che l’arrestato venga informato della possibilità di ottenere assistenza legale nella propria lingua da parte di legali scelti dal proprio consolato. Sono stati molti i casi negli ultimi anni in cui condannati a morte stranieri (quasi sempre centro o sud-americani) hanno basato i loro ricorsi sul mancato rispetto delle norme previste dalla Convenzione di Vienna, ma il 25 marzo 2008 (vedi), la Corte Suprema degli Stati Uniti, nel caso Medellin v. Texas, ha stabilito che i singoli stati non sono tenuti a rispettare gli accordi internazionali sottoscritti dal governo federale. Contro la sentenza Medellin v. Texas il Messico fece ricorso alla Corte Internazione di Giustizia (ICJ) dell’Aja, la quale dispose la sospensione di tutte le esecuzioni di cittadini stranieri nel braccio della morte Usa (attualmente sono 135, di cui 61 in California e 22 in Texas), sentenza che però l’allora governatore del Texas Rick Perry decise di non rispettare (vedi 17 luglio 2008), autorizzando le esecuzioni di 4 cittadini messicani. Tercero, 38 anni, è stato condannato a morte il 13 dicembre 2000 con l’accusa di aver ucciso, il 31 marzo 1997, nel corso di una rapina, Robert Keith Berger, 38 anni. I suoi nuovi difensori hanno contestato, oltre al mancato rispetto della Convenzione di Vienna, il mancato riconoscimento di problemi mentali, e l’inadeguata assistenza legale all’epoca del processo. Anche queste contestazioni sono state riprese dalla Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani, che in un comunicato ha scritto: “Se lo stato del Texas dovesse portare a compimento questa esecuzione, commetterebbe una violazione seria ed irreparabile del diritto fondamentale alla vita garantito dai diritti umani americani”. Il Presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, ha contattato il governatore del Texas Greg Abbott chiedendogli un gesto di clemenza. Al momento, a meno di un giorno dalla data di esecuzione, il governatore non ha risposto alla richiesta di clemenza. Ci sono poche probabilità che Abbott fermi l'esecuzione.
— FONTI
- (Fonti: DPIC, Nessuno tocchi Caino, 25/08/2015)
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