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USA - Texas. L’Italia non è ancora soddisfatta delle garanzie chieste per estradare Lee Gilley

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USA - Lee Gilley and Christa Bauer Gilley (TX)

09/09/2026 - Texas. L’Italia non è ancora soddisfatta delle garanzie chieste al Texas per concedere l’estradizione di Lee Gilley

Dopo l’udienza di lunedì 7 settembre in Italia, il tribunale italiano incaricato di valutare l’estradizione di Lee Gilley, indagato per omicidio nella contea di Harris, non è ancora soddisfatto delle informazioni ricevute dal governo statunitense e dai pubblici ministeri della contea di Harris riguardo alla pena che Gilley rischierebbe in caso di condanna.

Gilley, che ha compiuto 40 anni dietro le sbarre in Italia, è accusato di aver strangolato la moglie incinta, Christa Bauer, nell’ottobre del 2024. Se condannato in Texas, rischia la pena di morte o l’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale, anche se i pubblici ministeri non hanno manifestato alcuna intenzione di chiedere la pena capitale.

In una nuova ordinanza ottenuta da KPRC 2 News, il tribunale chiede ulteriori chiarimenti sulla possibilità che un’eventuale condanna all’ergastolo per Gilley possa essere riesaminata alla luce di eventuali progressi riabilitativi che egli potrebbe compiere durante la detenzione, qualora venisse condannato.

Gilley è fuggito dagli Stati Uniti a maggio dopo aver tagliato il braccialetto elettronico alla caviglia e, secondo quanto riferito, aver utilizzato un nome falso e documenti di viaggio contraffatti poche settimane prima della data prevista per il processo.

Il tribunale aveva già espresso preoccupazione riguardo alla possibilità della pena di morte, citando un’e-mail della procuratrice della contea di Harris, Janna Oswald, nella quale lei si era rifiutata di presentare alla corte distrettuale dello Stato qualsiasi documentazione ufficiale che indicasse che non sarebbe stata richiesta la pena di morte.

Secondo una traduzione in inglese dell’ordinanza, il tribunale sta ora chiedendo anche agli Stati Uniti una rinuncia alla pena di morte nel caso in questione, poiché la legge italiana richiede la garanzia che la pena di morte non venga inflitta.

Un precedente provvedimento del tribunale chiedeva chiarimenti sulle questioni relative alla pena di morte e all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale, alle quali gli Stati Uniti hanno risposto in agosto con una nota diplomatica dell’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma e una nota del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, secondo quanto riportato nel documento.

Il tribunale ha sollevato la questione della possibilità dell’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale, citando la Costituzione italiana, secondo la quale la pena deve avere finalità rieducative, come risulta dalla traduzione dell’ordinanza, e paragonando al contempo l’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale in Texas alla pena di morte, poiché il reo verrebbe allontanato in modo permanente dalla società.

Gli Stati Uniti hanno ora tempo fino al 30 settembre per fornire una risposta all’Italia, con un’altra udienza fissata per il 7 ottobre, secondo l’ordinanza.

Lee Gilley è stato trasferito nel carcere di Ivrea dopo che un giornale italiano, La Repubblica, aveva riferito di minacce che Gilley avrebbe ricevuto da altri detenuti nel carcere di Torino.

Sul caso Gilley vedi anche NtC 05/05/2026, 05/05/2026, 08/05/2026, 08/05/2026, 20/07/2026.

FONTI
  • (Fonte: KPRC news)
  • https://www.click2houston.com/news/local/2026/09/10/italian-court-still-not-ready-to-extradite-lee-gilley-over-possible-punishment-concerns/
  • https://www.click2houston.com/news/local/2026/09/07/lee-gilley-transferred-to-new-italian-prison-amid-reported-inmate-threats/