USA - Texas. Il giudice Greg Brewer ha dato ragione a Charles Dean Hood, che chiede l’annullamento della propria condanna a morte
USA - Texas. Il giudice Greg Brewer ha dato ragione a Charles Dean Hood, che chiede l’annullamento della propria condanna a morte
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Il giudice distrettuale Greg Brewer ha dato ragione a Charles Dean Hood, che chiede l’annullamento della propria condanna a morte perché il giudice del processo e il rappresentante della pubblica accusa avevano avuto una relazione sentimentale. La vicenda è complessa, e sta ricevendo molta attenzione dai media. Hood è accusato di aver ucciso, nel 1989, Ronald Williamson e Traci Wallace. Poche ore prima dell’esecuzione, il 9 settembre 2008, la Texas Court of Criminal Appeals aveva concesso a Hood una sospensione. Hood aveva chiesto nei mesi precedenti alla Corte d’Appello di rivedere il suo processo perché la giudice che lo aveva presieduto aveva una relazione extraconiugale con il procuratore che aveva sostenuto l’accusa. La Corte d’Appello aveva respinto il ricorso, sostenendo che fosse basato solo su “sentito dire”, e che comunque un ricorso del genere avrebbe dovuto essere presentato prima, non all’ultimo minuto. Solo due settimane prima dell’esecuzione i difensori avevano ottenuto una testimonianza giurata da un testimone della relazione, e con quella i difensori avevano convinto il giudice Brewer a forzare i tempi, e costringere alla testimonianza l’ex giudice Verla Sue Holland e l’ex procuratore Tom O’Connell. Entrambe, deponendo due giorni prima della prevista esecuzione, avevano ammesso di aver avuto intrattenuto per anni una relazione sessuale. Subito dopo che erano state rese note dalla stampa le deposizioni dell’ex giudice e dell’ex procuratore, la Corte d’Appello aveva accolto la richiesta presentata la settimana precedente da Hood anche se formalmente la Corte non era ritornata sui propri passi. Le motivazioni accolte dalla Corte d’Appello infatti non riguardavano direttamente la relazione sentimentale, ma altre questioni tecniche apparentemente di minore importanza, ma che la Corte aveva comunque accettato per motivare la sospensione. La Corte d’Appello aveva quindi chiesto a Brewer di fissare un’udienza per decidere sulla questione del ricorso presentato in ritardo. Oggi Brewer ha deciso che il ritardo non è rilevante, dato che ad essere in torto è sicuramente lo Stato, la cui mancanza di trasparenza tra l’altro danneggia la fiducia che i cittadini ripongono nel sistema giudiziario. “La giudice Holland e il signor O'Connell non hanno rispettato i loro doveri etici e costituzionali di rendere noto il conflitto fondamentale generato dalla loro relazione sentimentale”. Brewer ha di converso approvato il comportamento dei difensori, che “hanno svolto ragionevolmente il loro compito”. Ora che Brewer ha risolto il problema del “ritardo del ricorso”, la discussione viene riaffidata alla Corte d’Appello che valuterà se il comportamento della giudice Holland dia diritto a un nuovo processo. La corte deve inoltre pronunciarsi anche su un altro ricorso presentato dai difensori di Hood per “prendere tempo”, ossia se le istruzioni fornite alla giuria popolare su come valutare le possibili attenuanti derivanti dalla difficile infanzia dell’imputato fossero state corrette. (vedi anche 22 aprile, 3, 4, 8 e 9 settembre 2008).
— FONTI
- (fonti: Associated Press, 01/05/2009)
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