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North Carolina

USA - North Carolina. La Corte Suprema di stato ha dato torto all’Associazione dei Medici, sostenendo che non ha il diritto di punire i medici che partecipano alle esecuzioni

USA - North Carolina. La Corte Suprema di stato ha dato torto all’Associazione dei Medici, sostenendo che non ha il diritto di punire i medici che partecipano alle esecuzioni

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La Corte Suprema del North Carolina, con un voto 4-3, ha dato torto all’Associazione dei Medici del North Carolina, sostenendo che non ha il diritto di punire i medici che partecipano alle esecuzioni. La North Carolina Medical Board aveva presentato ricorso alla Corte Suprema di stato contro la sentenza del 21 settembre 2007 (vedi) del giudice Donald Stephens della Wake Superior Court che sosteneva che la legge in vigore nello stato del North Carolina non consentiva all’associazione dei medici di prendere provvedimenti punitivi nei confronti di quei colleghi che decidessero di partecipare alle esecuzioni. La vicenda era iniziata nel gennaio 2007, quando la Medical Board aveva deciso che secondo l’etica professionale di un medico, si può assistere passivamente ad una esecuzione, ma non partecipare, con nessun incarico. Poiché per la legge del N.C. la presenza di un medico è obbligatoria, ma la legge non descrive esattamente con quale ruolo e mansione, la decisione dell’associazione dei medici aveva portato poco dopo (vedi 25 gennaio 2007) il giudice Stephens a chiedere al Governatore e al Parlamento di aggiornare la legge, disponendo contestualmente la sospensione di tutte le esecuzioni. Da allora e tuttora in North Carolina è in vigore una moratoria de facto, e l’ultima esecuzione in N.C. è quella del 18 agosto 2006 (vedi). In attesa delle modifiche alla legge però il 21 settembre 2007 lo stesso giudice Stephens aveva accolto un ricorso del Department of Corrections in cui si sosteneva che la legge in vigore in N.C. non consente al Medical Board di prendere provvedimenti punitivi nei confronti di quei colleghi che decidessero di partecipare alle esecuzioni. Il giudice Stephens ha sancito che la legge statale ha la prevalenza sul regolamento interno dell’associazione dei medici. Stephens, pur prendendo atto delle intenzioni “nobili ed umane” dell’associazione dei medici, ha ribadito che solo rappresentanti del popolo regolarmente eletti possono modificare o contrastare le leggi in vigore. Nel ricorso il Medical Board sosteneva invece di avere in pieno questi poteri sanzionatori, previsti dal legislatore per tutte le questioni legate all’etica professionale, anche quando non si tratta di questioni strettamente mediche, come, ad esempio, relazioni sessuali con i pazienti o irregolarità amministrative. Nel frattempo anche il Department of Corrections era andato incontro alle richieste del giudice Stephens, ed aveva modificato il protocollo dell’iniezione letale, assegnando al medico (a meno che una nuova legge non consenta di escluderlo dall’esecuzione) l’incarico di “monitorare le funzioni fisiologiche di base” per poter eventualmente avvertire gli addetti all’esecuzione se il condannato “mostra segni di non indispensabile dolore e sofferenza”. Questa sentenza chiarisce uno degli aspetti che da oltre due anni tiene bloccate le esecuzioni in North Carolina, dove l’ultima esecuzione, quella di Samuel Flippen, risale al 18 agosto 2006. Altre questioni rimangono però aperte, a partire da una modifica al protocollo dell’iniezione letale che è stata disposta dal Consiglio di Stato, e non con una legge approvata dal parlamento. Nel braccio della morte del North Carolina ci sono 163 persone.
FONTI
  • (fonti: The Journal, The News & Observer, 01/05/2009)