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STATI UNITI·PENA DI MORTE·2 NOVEMBRE 2026·2 MIN DI LETTURA

USA - Tennessee. Christa Pike rilascia una dichiarazione

USA - Tennessee. Christa Pike rilascia una dichiarazione

02/11/2026 - Tennessee. Christa Pike rilascia una dichiarazione

I suoi avvocati chiedono l’applicazione dell’accordo transattivo statale sull’isolamento

Un mese dopo che lo Stato del Tennessee ha tentato di giustiziarla, il 30 ottobre Christa Pike ha rilasciato una dichiarazione, raccontando con parole sue come quell’esperienza l’abbia segnata. La signora Pike afferma di essere stata «pronta a morire» e di aver «fatto pace con se stessa» mentre entrava nella camera di esecuzione il 30 settembre. Descrive di essersi svegliata in ospedale «confusa e dolorante» e dice di aver sofferto costantemente. «Mi fa male il corpo. Mi fanno male le braccia. Mi fanno male le mani. Mi fa male la gola. Faccio ancora fatica a parlare. E il dolore non è solo fisico. C’è dolore nella mia mente e nella mia anima», si legge nella dichiarazione, che ha dettato ai suoi avvocati.

La signora Pike prosegue dicendo: «Da quella notte, sono rimasta in gran parte isolata nel reparto medico della prigione, lontana dalle altre persone e dai legami umani che significano così tanto per me. Quell’isolamento porta con sé un dolore tutto suo. Ho trascorso 28 anni in isolamento e gran parte di ciò che sto vivendo oggi è una ripetizione di quella condizione».

In un atto depositato presso un tribunale federale il 30 ottobre, lo stesso giorno in cui è stata resa pubblica la dichiarazione della signora Pike, i suoi avvocati hanno sostenuto che la sua reclusione in isolamento nell’infermeria della prigione violasse i termini di un accordo del 2024 in cui il Tennessee aveva acconsentito a permettere alla signora Pike di interagire con altre donne detenute, compresa la condivisione dei pasti, dei momenti di esercizio fisico e delle opportunità di lavoro. Prima di quell’accordo, la signora Pike aveva trascorso decenni in isolamento perché era l’unica donna condannata a morte nel Tennessee.

La dichiarazione della signora Pike si conclude con un ringraziamento per il sostegno ricevuto da quando lo Stato ha tentato di giustiziarla. «Sapere che così tante persone tengono a me, che mi vedono come un essere umano la cui vita conta, è qualcosa che non riesco a esprimere appieno a parole. È un’esperienza che mi rende umile e mi ha toccata più profondamente di quanto possa spiegare», afferma. Ringrazia «i primi soccorritori, i medici, gli infermieri e tutti coloro che in ospedale si sono presi cura di me» per averla trattata con «compassione, dignità e rispetto». Dice: «Non so perché sono sopravvissuta quella notte. Non so cosa mi riserverà il futuro. Alcuni giorni è più difficile di altri trovare speranza. Per ora sto cercando di guarire, un giorno alla volta. E mi aggrappo all’amore e alla gentilezza di tante persone che mi hanno ricordato che non sono sola».

— FONTI
  • (Fonte: DPIC)
  • https://deathpenaltyinfo.org/christa-pike-releases-statement-on-effects-of-failed-execution-as-her-lawyers-seek-enforcement-of-state-settlement-agreement-on-solitary-confinement