USA - Pennsylvania. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso una sentenza sfavorevole a Mumia Abu-Jamal.
USA - Pennsylvania. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso una sentenza sfavorevole a Mumia Abu-Jamal.
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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso una sentenza sfavorevole a Mumia Abu-Jamal. Mumia, 55 anni, nero, all’epoca militante delle Pantere Nere, gruppo rivoluzionario che reclamava il “potere ai neri”, è stato condannato a morte nel 1982 con l’accusa di aver ucciso un poliziotto bianco, Daniel Faulkner il 9 dicembre 1981. Mumia si è sempre dichiarato innocente. Il suo caso è diventato molto famoso perché la difesa sin dal primo momento ha sostenuto si sia trattato di un processo fortemente condizionato dal razzismo. La Corte Suprema aveva già respinto il 6 aprile 2009 (vedi) l’ultimo ricorso possibile perché Mumia potesse vedere annullato il verdetto di colpevolezza. Oggi la stessa Corte ha affrontato non più la colpevolezza, ma l’entità della pena. Come tale, ha accolto il ricorso della pubblica accusa che chiedeva l’annullamento della sentenza con cui il 18 dicembre 2001 (vedi) il giudice distrettuale William Yohn aveva annullato la condanna a morte per errori nelle informazioni fornite alla giuria popolare. Nella breve motivazione della sentenza resa nota oggi, la Corte Suprema ricorda di aver preso la scorsa settimana (vedi 12/01/2010) una decisione su un caso molto simile, quello del neo-nazista Frank Spisak. Sostanzialmente la Corte nel caso di Spisak ritenne che di fronte alla vistosità di certe circostanze aggravanti non è ragionevole ritenere che alcune sfumature nella trattazione da parte della difesa delle circostanze attenuanti avrebbero portato a risultati differenti. Oggi la Corte Suprema non è entrata nei particolari del caso di Mumia, ma ha rimandato il caso davanti alla Corte d’Appello perché la rivaluti, stavolta alla luce della sentenza sul caso Spisak. A questo punto sembra scelta quasi obbligata da parte della Corte d’Appello annullare l’annullamento della condanna a morte che la stessa Corte d’Appello aveva invece confermato nel 2008. (Vedi anche 19 luglio, 13 settembre, 21 novembre, 4 e 20 dicembre 2001, 8 dicembre 2005, 27 marzo, 6 ottobre 2008 e 6 aprile 2009).
— FONTI
- (fonti: Associated Press, 19/01/2010)
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