USA - North Carolina. Ribadito l’annullamento della condanna a morte di William Leroy Barnes.
USA - North Carolina. Ribadito l’annullamento della condanna a morte di William Leroy Barnes.
Ribadito l’annullamento della condanna a morte di William Leroy Barnes.
Una corte d’appello federale (United States District Court for the Middle District of North Carolina) ha ribadito l’annullamento della condanna a morte di William Leroy Barnes, 59 anni, nero. La condanna a morte (non il verdetto di colpevolezza) era già stata annullata il 12 settembre 2019 (vedi) da un’altra conte d’appello federale (di livello superiore, la United States Fourth Circuit Court of Appeals) perché una delle giurate popolari si era consultata a lungo con un Pastore, e ne aveva parlato con tutti gli altri membri della giuria. Barnes era stato condannato a morte il 10 marzo 1994 nella Rowan County con l’accusa di aver ucciso, a scopo di rapina, il 29 ottobre 1992, una coppia, B.P. e Ruby Tutterow, rispettivamente 75 e 78 anni. Assieme a lui venne condannato a morte anche un coimputato, Frank Junior Chambers, mentre un terzo coimputato, che aveva testimoniato contro gli altri 2, Robert Lewis Blakney, venne condannato a 2 ergastoli da scontare consecutivamente. Durante l’arringa finale il difensore di uno dei coimputati di Barnes aveva fatto riferimento ad uno dei 10 comandamenti, “non uccidere”, invitando quei giurati che si considerassero persone di fede ad attenersi al comandamento. Tornata a casa una delle giurate, Hollie Jordan, si era consultata per diverse ore con il suo Pastore, Tom Lomax, il quale aveva invece insistito che un’altra frase della Bibbia invitava il buon cristiano a rispettare le leggi dello stato. Il giorno successivo la Jordan, per un tempo stimato tra i 15 e i 30 minuti, aveva informato gli altri giurati del suo colloquio con il Pastore. Nei suoi ricorsi Barnes aveva sostenendo che la condotta di Jordan aveva violato il suo diritto a una giuria imparziale e a un verdetto basato esclusivamente sulle prove e sulla legge, e non su fattori esterni. Le Corti statali della Carolina del Nord e il tribunale federale di primo grado avevano respinto il ricorso senza nemmeno concedere un’udienza probatoria. La Corte d’Appello del 4° Circuito stabilì invece che il contatto tra la giurata e il Pastore era stato improprio, e ordinò che la corte federale di 1° grado tenesse un’udienza. La corte distrettuale tenne l’udienza, e di nuovo ritenne che una violazione c’era stata, ma non di entità sufficiente ad annullare la sentenza. Nel 2019 la Corte d’Appello fece un passo ulteriore, ed annullò la condanna a morte sostenendo che anche se la Jordan avesse già deciso di votare a morte prima di ricevere rassicurazioni religiose da Lomax, aveva poi comunicato impropriamente le opinioni del suo pastore agli altri giurati, nel tentativo di convincerli a imporre la pena di morte. In tali circostanze, aveva affermato la Corte del 4° Circuito, era ragionevole concludere "che l'influenza esterna del pastore Lomax aveva influenzato la decisione della giuria". Oggi la United States District Court for the Middle District of North Carolina ha ribadito il concetto, ed ha dato alla pubblica accusa 300 giorni di tempo per ripetere la fase di sentenza.
- (Fonti: WBTV news, 05/01/2021)
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