USA - Nevada. Ronnie Milligan, dopo 30 anni nel braccio della morte, oggi ha ottenuto la libertà condizionale
USA - Nevada. Ronnie Milligan, dopo 30 anni nel braccio della morte, oggi ha ottenuto la libertà condizionale
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Ronnie Milligan, la cui condanna a morte il 24 settembre 2010 (vedi) era stata commutata in ergastolo con la possibilità di condizionale, oggi ha ottenuto la libertà condizionale. Milligan, 60 anni, bianco, era già stato scarcerato dal giudice distrettuale Richard Wagner lo stesso giorno della commutazione, ritenendo che i 30 anni trascorsi nel braccio della morte tenendo buona condotta fossero garanzia sufficiente del fatto che la condizionale sarebbe stata concessa dall’organismo preposto, la Nevada Parole Board. Oggi il Board ha concesso la libertà condizionale, più precisamente la “libertà sulla parola”, fissando le prescrizioni che Milligan dovrà rispettare. Si tratta di prescrizioni “standard”, come il trovarsi un lavoro, non uscire dallo stato del Nevada senza autorizzazione, e presentarsi periodicamente al funzionario incaricato della supervisione della sua condizionale, il “parole officer”. Come previsto in questi casi, a carico del detenuto che accede alla condizionale è anche il pagamento “in quota parte” dello stipendio del “Parole Officer”. Milligan era stato condannato a morte con l’accusa di aver ucciso nel 1980, nel corso di una rapina, una turista: Zolihon Voinski, 77 anni. Dei 3 coimputati, Milligan era stato l’unico condannato a morte. Nel 2006 la Corte Suprema del Nevada ha reso più stringenti le norme per emettere una condanna a morte, richiedendo che fossero presenti almeno due aggravanti. Milligan fu uno dei pochi condannati che beneficiarono direttamente di quella sentenza, ottenendo l’annullamento della condanna a morte. Dovendo ripetere il processo, i difensori hanno aggiunto una serie di altri elementi che hanno messo fortemente in dubbio la colpevolezza dell’imputato, ed hanno ottenuto lo scorso settembre la commutazione e la scarcerazione con invio a una sorta di “arresti domiciliari”, e oggi la definitiva ammissione alla libertà sulla parola.
— FONTI
- (fonti: Las Vegas Sun, 10/02/2011)
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