USA - Nebraska. Primi risultati della verifica delle firme per il referendum per invalidare l’abolizione della pena di morte
USA - Nebraska. Primi risultati della verifica delle firme per il referendum per invalidare l’abolizione della pena di morte
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Il Segretario di Stato John Gale ha dato oggi un primo risultato della verifica delle firme per il referendum per invalidare l’abolizione della pena di morte. Pur precisando che non si tratta del risultato definitivo, Gale ha comunicato alla stampa che al momento risultano valide 120.479 firme. Se il numero venisse confermato, l’abolizione della pena di morte verrebbe “sospesa”. Secondo la legge del Nebraska, un argomento può essere proposto per un referendum se si raccolgono le firme del 5% degli elettori registrati (negli Usa un cittadino può votare solo dopo essersi volontariamente “registrato” negli appositi albi). Una legge votata dal parlamento può essere “sospesa fino ad avvenuto referendum” se si raccolgono le firme del 10% degli elettori registrati, che nel caso del Nebraska ora sarebbero 113.883 firme. I contrari all'abolizione, raccolti riuniti sotto la sigla Nebraskans for the Death Penalty, il 26 agosto (vedi) hanno consegnato 167.000 firme. Fino ad ora 17.849 firme sono state dichiarate non valide. Perché l’abolizione venga sospesa occorre che le firme superino il 10% in almeno 38 delle 93 contee in cui è diviso lo stato. Su questo Gale non si è pronunciato, rinviando ad un comunicato finale che, ha detto, verrà emesso quando risulteranno convalidate il 110% delle firme minime indispensabili, ossia 125.271. Come è noto, il Nebraska ha abolito la pena di morte il 27 maggio 2015, con un voto del parlamento monocamerale che ha superato il veto del Governatore. Il fatto ha generato un certo clamore perché è la prima volta che uno stato a netta maggioranza repubblicana abolisce la pena di morte per via parlamentare. Commentando l’ormai certo raggiungimento delle firme, i favorevoli all'abolizione hanno ricordato di aver intrapreso un’azione legale per invalidare il referendum. La legge prevede infatti che nel proporre un referendum debba essere stilata e resa nota una lista di tutti i proponenti, e da questa lista nel caso attuale mancherebbe il governatore Pete Ricketts. La portavoce del governatore, Brittany Hardin, ritiene inconcludente la polemica, ma in effetti più volte nei mesi scorsi Rickett aveva fatto trapelare la notizia che lui e suo padre avevano contribuito di tasca propria con diverse decine di migliaia di dollari alle spese per la raccolta delle firme. Toccherà ora ad una corte stabilire se l’aver espresso più volte il proprio parere contro la legge che aboliva la pena di morte, ed averne finanziato la campagna per l’annullamento fa del Governatore uno degli “sponsor” dell’iniziativa referendaria. Il referendum si terrebbe eventualmente nel novembre del prossimo anno, in concomitanza con le elezioni. Non è chiaro se in questa finestra di tempo il Nebraska potrebbe ancora compiere esecuzioni. Da mesi il Governatore che spinge perché l’amministrazione penitenziaria acquisti dosi di farmaci letali, ma al momento il tentativo di approvvigionamento di Sodio Tiopentale sul mercato internazionale non ha avuto esito positivo. Il procuratore generale dello stato, Doug Peterson, che insieme al governatore ha cercato di impedire l’abolizione della pena di morte, non ha risposto alle domande della stampa che voleva sapere se tenterà di ottenere la fissazione di una o più esecuzioni nei prossimi 14 mesi, mentre è in vigore la “sospensione” della pena di morte in attesa del referendum del novembre 2016. Il senatore Ernie Chambers, che ha guidato i parlamentari nel voto per l’abolizione, ritiene che la Corte Suprema, anche se gli giungesse la richiesta del Governatore e del Procuratore generale, non fisserebbe mai una esecuzione.
— FONTI
- (Fonti: Omaha World-Herald, 18/09/2015)
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