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USA - Kentucky. Sono stati resi noti i risultati di uno studio condotto dalla American Bar Association sulla pena di morte in Kentucky

USA - Kentucky. Sono stati resi noti i risultati di uno studio condotto dalla American Bar Association sulla pena di morte in Kentucky

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Sono stati resi noti i risultati di uno studio condotto dalla American Bar Association (l’Associazione degli Avvocati Americani). Lo studio, durato più di 2 anni, ha coinvolto avvocati, professori, ed anche 2 ex giudici della Corte Suprema di Stato. Lo studio rileva problemi così seri da concludersi con una richiesta di moratoria delle esecuzioni in attesa che i punti indicati vengano corretti. Uno dei principali punti rilevati nelle 450 pagine è che sulle 78 persone condannate a morte in Kentucky a partire dal 1976, almeno 50 (60%) hanno in seguito avuto la condanna a morte annullata in appello. Secondo gli autori dello studio, la causa principale risiede nel meccanismo della difesa d’ufficio, con avvocati che hanno troppo lavoro, e retribuzioni troppo basse, circa 1/3 delle tariffe in vigore negli stati confinanti. Non sempre la preparazione degli avvocati d’ufficio è adeguata: almeno 10 condannati a morte erano stati difesi da avvocati che in seguito sono stati radiati dall’albo. Un altro problema è che la legge dello stato non obbliga a conservare i reperti dopo il processo, e questo rende difficili, a volte impossibili, effettuare test scientifici, soprattutto del Dna, con le nuove tecniche. Gli standard degli interrogatori, e delle testimonianze dei testimoni oculari, inoltre, non sono uniformi tra le varie contee dello stato. La richiesta di moratoria, ribadita durante la conferenza stampa dal presidente della ABA William Robinson, è stata accolta molto positivamente da Ed Monahan, a capo dell’Ufficio dell’Avvocatura Pubblica (gli avvocati d’ufficio), e da Donald Vish, della Kentucky Coalition to Abolish the Death Penalty. Lo studio sul Kentucky è il 9° organizzato dalla ABA, che prevede di condurre studi analoghi anche su altri stati. La ABA ha già raccomandato moratorie in Alabama, Indiana, Ohio, Georgia e Tennessee, moratorie che però gli stati non hanno adottato. Il Governatore Steve Beshear ha detto che leggerà attentamente il rapporto, ma ha notato che comunque in Kentucky le esecuzioni sono già sospese per ordine di un giudice (vedi 10/09/2010) per irregolarità nel protocollo di esecuzione. Una critica negativa è venuta, come prevedibile, da Jack Conway, il Procuratore Generale dello stato, secondo il quale il fatto che oggi ci siano solo 40 persone nel braccio della morte indica che i procuratori, i giudici e le giurie popolari ricorrono alle pena di morte con il giusto scrupolo. Il Giudice Capo della Corte Suprema di Stato, John D. Minton Jr., è stato più sottile, ed ha detto che l’alto numero di condanne annullate indica che almeno a livello di appello, il sistema giudiziario funziona. Gli autori dello studio riferiscono inoltre di aver intervistato molti ex giurati popolari i quali, in un numero sorprendentemente alto, hanno riferito che durante il processo non avevano ben compreso cosa significasse essere certi della colpevolezza “oltre ogni ragionevole dubbio” oppure quali fossero con esattezza le varie opzioni per la determinazione della pena. Una avvocatessa civilista di Londra che ha partecipato allo studio, Marcia Milby Ridings, ha rilevato che così tanta confusione tra gli ex giurati rende evidente che tutto il meccanismo della pena di morte debba essere immediatamente fermato e rivisto. Un altro membro del team che ha condotto lo studio, Michael Bowling, avvocato ed ex deputato, ritiene che sia insufficientemente normato tutto l’aspetto della malattia e del ritardo mentale, ancorato alla sola misurazione del Quoziente Intellettivo, metodo ormai considerato superato da praticamente tutti gli psicologi e gli psichiatri esperti della materia. Linda Ewald, professoressa di legge dell’Università di Louisville, ha detto che dal rapporto escono anche delle notizie positive: il sistema degli avvocati d’ufficio è operante in tutte le contee, e la legge consente di far ripetere i test scientifici quando le tecnologie migliorano.
FONTI
  • (fonti: The Richmond Register, WKYT News, 07/12/2011)