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SUDAN

SUDAN: SEI AGENTI DI POLIZIA CONDANNATI A MORTE PER TORTURA E UCCISIONE DI UN DETENUTO

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martello

 

Un tribunale sudanese il 2 agosto 2026 ha condannato all’impiccagione sei agenti di polizia, dopo averli riconosciuti colpevoli di aver torturato a morte un uomo in un centro detentivo a Dongola, nello Stato del Nord.

La Procura ha identificato i condannati come il tenente colonnello Nizar Ahmed El Hassan, il sergente Elias Abdelrahman, il caporale Mohammed Abdelrahman, il caporale Khaled Yasser e i soldati Musab Abdelrahman e Rami.

Il tribunale ha assolto il maggiore Ammar Abdullah El Khader, ritenendo che l'accusa non sia riuscita a dimostrare la sua colpevolezza.

Secondo l'accusa, il tribunale si è basato su prove che dimostrano come i sei agenti abbiano aggredito e torturato un detenuto all'interno del centro di detenzione investigativo della polizia di Dongola, causandone la morte.

Il tribunale ha condannato gli agenti ai sensi degli articoli 21 e 130 del Codice penale sudanese del 1991, modificato nel 2020. L'articolo 21 riguarda la partecipazione a reati, mentre l'articolo 130 riguarda l'omicidio e prevede la pena di morte in caso di omicidio intenzionale.

Un avvocato specializzato in diritti umani ha descritto la sentenza come una vittoria per la giustizia e un segnale positivo per il sistema giudiziario sudanese.

L'avvocato ha affermato che il caso mette in luce pratiche illegali all'interno delle strutture di polizia e il coinvolgimento di ufficiali in abusi contro i detenuti.

Ha esortato i vertici della polizia ad adottare un approccio di tolleranza-zero nei confronti della tortura e dei maltrattamenti e a rafforzare la supervisione delle strutture detentive.

Ha inoltre sollecitato le autorità a formare gli agenti di polizia sui diritti umani, sui trattati internazionali e sulle leggi sudanesi che regolano i diritti dei detenuti e il loro trattamento in custodia.

 

FONTI
  • (Fonti: Dabanga Online, 03/08/2026; Sudan Tribune, 02/08/2026)