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USA - Colorado. Il governatore John Hickenlooper potrebbe graziare Nathan Dunlap.

USA - Colorado. Il governatore John Hickenlooper potrebbe graziare Nathan Dunlap.

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In una intervista che la Cnn trasmetterà domani, il governatore John Hickenlooper dice che potrebbe graziare Nathan Dunlap. Il 22 maggio 2013 (vedi) Hickenlooper aveva sospeso l’esecuzione “fino alla fine del suo mandato” di Dunlap, 39 anni, nero, condannato per 4 omicidi. L’esecuzione era prevista per agosto. I difensori di Dunlap avevano chiesto al governatore di commutare la pena in ergastolo senza condizionale perché l’uomo sarebbe affetto da disordine bipolare, una patologia poco conosciuta all’epoca del processo. Dunlap venne condannato a morte il 17 maggio 1996 con l’accusa di aver ucciso, nella notte del 14 dicembre 1993, 4 dipendenti di un fast-food dal quale era stato da poco licenziato. Hickenlooper, 62 anni, Bianco, Democratico, in carica dal gennaio 2011, ha detto di non aver deciso direttamente per la commutazione per via dei pareri molto negativi che ha ricevuto nei colloqui con alcuni parenti delle vittime, e che la sospensione adottata lascia libero il prossimo governatore, eventualmente, di ripristinare la procedura di esecuzione. Il suo mandato, se non sarà rieletto, scade nel gennaio 2015. Le domande dell’intervistatore della Cnn prendevano spunto proprio dalla imminente campagna elettorale, nel corso della quale il candidato repubblicano, Bob Beauprez, potrebbe prendere posizione nettamente a favore della pena di morte e quindi dell’esecuzione di Dunlap. L’intervista è stata registrata alcune settimane fa quando in realtà si pensava che il candidato repubblicano vincitore delle primarie sarebbe stato un altro, Tom Tancredo, molto più netto di Beauprez sulla pena di morte. Hickenlooper comunque aveva detto: “Se la campagna elettorale tratta la vita di un essere umano come un pallone, questo sicuramente si ritorcerebbe su chi lo fa, ma se comunque chi lo facesse vincesse le elezioni, allora ci sono delle soluzioni che un governatore può adottare. Prima di lasciare l’incarico potrei firmare un atto di clemenza per Dunlap. Voglio dire, ci sono diverse opzioni che potrei percorrere perché, lo ripeto, la politica non dovrebbe trattare la vita umana come un pallone. In un’altra intervista, rilasciata dopo ma pubblicata prima, il 17 agosto, la giornalista Eli Stokols aveva ricordato ad Hickenlooper che nella scorsa compagna elettorale, nel 2010, aveva detto agli elettori che lui era favorevole alla pena di morte, ma poi nel maggio 2013 aveva bloccato l’esecuzione di Dunlap. Hickenlooper ha risposto: “All’epoca del processo credo che tutti nello stato volessimo la pena di morte per Dunlap, quello che aveva fatto era gravissimo. Ma poi ho avuto informazioni ulteriori: giustiziarlo costa 10 volte di più, forse 15, che non tenerlo in carcere a vita, e la pena di morte non ha nessun effetto deterrente. Non so lei, ma di fronte a fatti del genere io cambio opinione. Prima non sapevo tutte queste cose. La posizione degli Stati Uniti sulla pena di morte ha validi aspetti di legittimità, ma dobbiamo anche ricordare che nessuna nazione in Europa, in Sud America, o il Messico, o Israele, o l’Australia… sono tutte nazioni che non hanno più la pena di morte, ed hanno le loro buone ragioni”.
FONTI
  • (Fonti: KUSA news, KDVR news, 28/08/2014)