Uno scozzese, condannato a morte in Arabia Saudita,...
Uno scozzese, condannato a morte in Arabia Saudita, ha presentato appello contro la sentenza affermando che la confessione filmata è stata resa sotto forti pressioni fisiche da parte dei funzionari, che lo hanno ripetutamente picchiato
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Uno scozzese, condannato a morte in Arabia Saudita, ha presentato appello contro la sentenza affermando che la confessione filmata � stata resa sotto forti pressioni fisiche da parte dei funzionari, che lo hanno ripetutamente picchiato.
Sandy Mitchell � stato, insieme ad altri quattro uomini di origini inglesi, condannato per aver condotto nel paese una campagna di attentati dinamitardi contro occidentali.
Il 44enne scozzese � accusato di essere a capo dell'organizzazione che nel novembre del 2000 ha ucciso, in uno dei suoi attentati, Christopher Rodway, un ingegnere inglese.
I cinque hanno dichiarato di essere stati picchiati, costretti a non dormire e ammanettati ad una porta. Hanno aggiunto che le guardie minacciavano di ucciderli insieme alle loro famiglie se non avessero collaborato.
Dopo la confessione trasmessa alla televisione nazionale sono stati rinchiusi in celle d'isolamento per un anno mentre si svolgeva un processo segreto in cui non � stata permessa una rappresentanza legale che li difendesse. Il processo ha portato a condanne fra i 12 anni di carcere e la pena di morte.
Stephen Jakobi, direttore dei Processi Imparziali all'Estero, ha dichiarato: "la sola informazione che abbiamo, � che questa � la procedura standard per i crimini gravi in Arabia Saudita". Nel caso in cui l'appello venisse respinto, Mitchell verrebbe decapitato anche se Jakobi ha dichiarato che � improbabile che le autorit� saudite giustizino un cittadino inglese.
Gli avvocati di Mitchell hanno contestato la sentenza aggiungendo che i continui casi di esplosioni nella stessa zona anche dopo l'arresto del loro cliente, stanno a dimostrare che i colpevoli sono da ricercare fra i gruppi fondamentalisti islamici.
Infatti nel mese di giugno il banchiere Simon Veness � stato ucciso in un attentato e la sua macchina � saltata in area esattamente come nel caso di Rodway.
Hanno quindi scritto alle famiglie dei coinvolti confidandogli le buone possibilit� di rilascio dei cinque, anche se il resto degli avvocati resta pessimista.
Intervistato in un programma radio della BBC, l'avvocato dei britannici, Salah Al-Hejailan, ha dichiarato: "faremo pressioni per il rilascio sulla base della loro innocenza, e sul fatto che sono stati costretti con la forza a dichiarare il falso".
Il Ministero degli Esteri non ha rilasciato dichiarazioni facendo per� sapere di essere in contatto con gli imputati, le loro famiglie e gli avvocati.
Sandy Mitchell � stato, insieme ad altri quattro uomini di origini inglesi, condannato per aver condotto nel paese una campagna di attentati dinamitardi contro occidentali.
Il 44enne scozzese � accusato di essere a capo dell'organizzazione che nel novembre del 2000 ha ucciso, in uno dei suoi attentati, Christopher Rodway, un ingegnere inglese.
I cinque hanno dichiarato di essere stati picchiati, costretti a non dormire e ammanettati ad una porta. Hanno aggiunto che le guardie minacciavano di ucciderli insieme alle loro famiglie se non avessero collaborato.
Dopo la confessione trasmessa alla televisione nazionale sono stati rinchiusi in celle d'isolamento per un anno mentre si svolgeva un processo segreto in cui non � stata permessa una rappresentanza legale che li difendesse. Il processo ha portato a condanne fra i 12 anni di carcere e la pena di morte.
Stephen Jakobi, direttore dei Processi Imparziali all'Estero, ha dichiarato: "la sola informazione che abbiamo, � che questa � la procedura standard per i crimini gravi in Arabia Saudita". Nel caso in cui l'appello venisse respinto, Mitchell verrebbe decapitato anche se Jakobi ha dichiarato che � improbabile che le autorit� saudite giustizino un cittadino inglese.
Gli avvocati di Mitchell hanno contestato la sentenza aggiungendo che i continui casi di esplosioni nella stessa zona anche dopo l'arresto del loro cliente, stanno a dimostrare che i colpevoli sono da ricercare fra i gruppi fondamentalisti islamici.
Infatti nel mese di giugno il banchiere Simon Veness � stato ucciso in un attentato e la sua macchina � saltata in area esattamente come nel caso di Rodway.
Hanno quindi scritto alle famiglie dei coinvolti confidandogli le buone possibilit� di rilascio dei cinque, anche se il resto degli avvocati resta pessimista.
Intervistato in un programma radio della BBC, l'avvocato dei britannici, Salah Al-Hejailan, ha dichiarato: "faremo pressioni per il rilascio sulla base della loro innocenza, e sul fatto che sono stati costretti con la forza a dichiarare il falso".
Il Ministero degli Esteri non ha rilasciato dichiarazioni facendo per� sapere di essere in contatto con gli imputati, le loro famiglie e gli avvocati.
— FONTI
- (Fonti: The Herald, 25/07/2002)
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