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UNIONE EUROPEA·PENA DI MORTE·22 OTTOBRE 2026·4 MIN DI LETTURA

UNIONE EUROPEA - Premio Sacharov alla Corte Penale Internazionale

Non a Tundu Lissu

European Union flags

22/10/2026 - Unione Europea. Premio Sacharov alla Corte Penale Internazionale

Non a Tundu Lissu

Nonostante le sanzioni statunitensi, giovedì (22 ottobre) la Corte penale internazionale ha ricevuto il massimo riconoscimento dell’Unione europea per i diritti umani, il Premio Sacharov, in un gesto di sostegno che rischia di irritare il presidente Donald Trump.

«L’Unione Europea si fonda sul rispetto del multilateralismo e delle istituzioni internazionali, e questo premio riconosce l’importante lavoro svolto dalla Corte nel difendere il diritto internazionale e la giustizia», ha affermato la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola nell’annunciare il riconoscimento.

La Corte penale internazionale ha ringraziato il Parlamento Europeo per averle conferito il Premio Sacharov «in un momento in cui la Corte e i suoi funzionari devono affrontare sfide senza precedenti».

«In questo contesto, il Premio Sacharov assume un significato particolare, riaffermando l’importanza delle istituzioni giudiziarie indipendenti e di coloro che operano per difendere il diritto internazionale», ha dichiarato la presidente della CPI, Tomoko Akane.

Reazione degli Stati Uniti

Questo mese, gli Stati Uniti hanno annunciato sanzioni contro la CPI volte a paralizzare le operazioni quotidiane della Corte, che giudica individui per crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio. L’amministrazione Trump ha promesso di smantellare la Corte «mattone dopo mattone», furiosa per il fatto che i giudici abbiano emesso un mandato di arresto nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per presunti crimini commessi a Gaza.

La vittoria arriva dopo che l’ex giudice della Corte penale internazionale Navi Pillay, che ha ricoperto anche la carica di alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani, è stata insignita questo mese del Premio Nobel per la Pace – una scelta che Trump ha definito «vergognosa», sostenendo che il premio avrebbe dovuto andare a lui.

L’UE ha già espresso il proprio sostegno alla Corte penale internazionale di fronte alle sanzioni statunitensi – che entreranno in vigore tra sei mesi – e ha dichiarato di essere «pronta ad adottare tutte le misure necessarie» per garantire che la Corte possa continuare a operare.

«La Corte penale internazionale deve essere libera di portare avanti la propria missione, in modo indipendente e senza pressioni o intimidazioni», ha scritto online la presidente dell’UE Ursula von der Leyen dopo l’annuncio del premio. Bruxelles spera di sfruttare il lasso di tempo che precede l’applicazione delle sanzioni per cercare di dissuadere gli Stati Uniti, ma sta anche valutando l’adozione di una «legge di blocco» per proteggere la CPI da Washington.

Tre finalisti

Istituito nel 1988 e intitolato al dissidente sovietico Andrei Sakharov, il premio dell’UE viene assegnato ogni anno a persone o organizzazioni per riconoscere la loro lotta a favore dei diritti umani o della democrazia.

Quest’anno la Corte Penale Internazionale era tra i tre finalisti, insieme al leader dell’opposizione tanzaniana Tundu Lissu e alle sorelle gemelle Taraneh e Romina Rahimi, in rappresentanza delle persone perseguite dal governo iraniano.

Il 16 settembre (vedi) NtC aveva segnalato che Lissu era il candidato favorito per l’assegnazione del Premio Sakharov.

Sul suo nome infatti erano infatti confluiti 2 dei 9 gruppi politici presenti al Parlamento Europeo di Strasburgo. Altri gruppi politici avevano proposto altri candidati, ma il prigioniero politico tanzaniano era l’unico su cui convergevano 2 gruppi: l’EPP e l’ECR. L’EPP (European People’s Party) è più noto in Italia con la sigla PPE, Partito Popolare Europeo, è il gruppo più numeroso del Parlamento Europeo, con il 26% dei parlamentari. L’ECR (European Conservatives and Reformists) è il 4° gruppo più numeroso del Parlamento Europeo.

Se Lissu sembrava il candidato favorito, le recenti polemiche che hanno visto Trump contestare il premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, una ex giudice del TPI, hanno evidentemente indotto i vertici del Parlamento Europeo (cui spetta la selezione finale tra i 3 finalisti) a privilegiare un gesto di solidarietà mei confronti delle istituzioni giudiziarie internazionali. 

Le altre “finaliste”, Taraneh e Romina Rahimi, entrambe ventunenni, sono state condannate rispettivamente alla pena di morte e a 36 anni di reclusione per aver preso parte alle proteste antigovernative in Iran.

Tra gli altri recenti vincitori di spicco del Premio Sacharov figurano la leader dell’opposizione venezuelana Maria Corina Machado, il defunto critico del Cremlino russo Alexei Navalny e il popolo ucraino.

La cerimonia di premiazione si terrà a dicembre.

— FONTI
  • (Fonte: africanews.com)
  • https://www.africanews.com/2026/10/22/eu-awards-top-rights-prize-to-international-criminal-court/