una ragazza condannata a morte in Iran all’età di 13 anni...
una ragazza condannata a morte in Iran all’età di 13 anni...
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una ragazza condannata a morte in Iran all’età di 13 anni, corre il rischio di esecuzione, nonostante sia stata rilasciata su cauzione dalla corte di Rasht, nord est dell’Iran, poiché i suoi genitori, ormai deceduti, avevano presentato una petizione legale per procedere alla sua esecuzione. La ragazzina, Soghra Najafpour, fu mandata a lavorare come cameriera in una casa nella città di Rasht all’età di 9 anni. Era stata accusata di aver ucciso il figlio di 8 anni del suo datore di lavoro quando lei era solo tredicenne. La confessione di Soghra è stata contraddetta da altre prove nel caso, le quali hanno sollevato seri dubbi sulla veridicità della sua confessione. Quando Soghra ha cominciato a lavorare come cameriera è stata ripetutamente vittima di abusi sessuali da parte del padre di famiglia. Nel giorno dell’incidente il padre di Amir stava di nuovo abusando di Soghra quando suo figlio di 8 anni entrò nella stanza e vide tutto. Nel tentativo di sbarazzarsi di lui, il padre di Amir spinse il bambino, facendogli sbattere la testa contro il muro. L’uomo ha poi costretto Soghra a sbarazzarsi del cadavere gettandolo in un pozzo.
Gli abusi sessuali denunciati da Soghra erano stati provati anche da esami clinici. I medici, nel loro rapporto alla corte, affermavano che il corpo della giovane ragazza mostrava una quantità incalcolabile di segni di prolungati e violenti abusi sessuali. Il giudice del processo in base a ciò ha condannato Soghra a 100 frustate per rapporti sessuali illeciti, ma ha rifiutato di riconoscere colpevole di violenza carnale il padre di Amir. Il giudice ha spiegato che Soghra è stata giudicata colpevole di comportamenti sessuali inappropriati perché i rapporti medici hanno chiaramente indicato che lei fosse impegnata in attività sessuali. Amnesty International ha emesso un appello urgente.
Gli abusi sessuali denunciati da Soghra erano stati provati anche da esami clinici. I medici, nel loro rapporto alla corte, affermavano che il corpo della giovane ragazza mostrava una quantità incalcolabile di segni di prolungati e violenti abusi sessuali. Il giudice del processo in base a ciò ha condannato Soghra a 100 frustate per rapporti sessuali illeciti, ma ha rifiutato di riconoscere colpevole di violenza carnale il padre di Amir. Il giudice ha spiegato che Soghra è stata giudicata colpevole di comportamenti sessuali inappropriati perché i rapporti medici hanno chiaramente indicato che lei fosse impegnata in attività sessuali. Amnesty International ha emesso un appello urgente.
— FONTI
- (Fonti: MidEast Youth, 01/11/2007)
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