Una folla in tumulto di musulmani pachistani ha lapidato...
Una folla in tumulto di musulmani pachistani ha lapidato a morte un uomo accusato di blasfemia nella provincia centrale del Punjab, hanno detto la polizia e testimoni
2 MIN DI LETTURA
Una folla in tumulto di musulmani pachistani ha lapidato a morte un uomo accusato di blasfemia nella provincia centrale del Punjab, hanno detto la polizia e testimoni.
La vittima conosciuta come Zahid, 48 anni, era precedentemente stata accusata secondo la controversa legge del Pakistan sulla blasfemia ma era stato assolto otto mesi fa da una corte che lo aveva riconosciuto malato di mente.
La gente del villaggio di Zahid, Barnala, lo ha quindi accusato di avere scritto il proprio nome su copie del Corano in luogo del nome del profeta Mohammad.
Un comitato del villaggio si � riunito per decidere il suo destino e alcuni membri avrebbero voluto consegnarlo alla polizia. Ma Zahid � stato trascinato fuori dalla propria casa e giustiziato a mezzogiorno di fronte a una folla di 250-300 persone, hanno detto dei residenti.
La polizia ha detto di avere ricevuto denunce contro numerosi sospetti.
Essi hanno detto che Zahid era stato per la prima volta accusato di blasfemia e dissacrazione del Corano tre anni fa. Ma una corte lo aveva rilasciato sulla base di una perizia medica secondo la quale egli era squilibrato.
L'uccisione � giunta meno di un mese dopo che Yousaf Ali, un ex maggiore dell'esercito, era stato ucciso con un'arma da fuoco da un altro detenuto dopo che egli aveva presentato appello contro la condanna a morte per blasfemia. Ali era stato riconosciuto colpevole di blasfemia da una corte di grado minore per avere dichiarato di essere un profeta.
I musulmani credono che Mohammad sia stato l'ultimo profeta di Dio e la legge sulla blasfemia impone la pena di morte per chiunque dichiari di essere un profeta.
Gruppi per i diritti umani dicono che la legge � spesso usata impropriamente contro minoranze non-musulmane o per regolare conti personali.
La vittima conosciuta come Zahid, 48 anni, era precedentemente stata accusata secondo la controversa legge del Pakistan sulla blasfemia ma era stato assolto otto mesi fa da una corte che lo aveva riconosciuto malato di mente.
La gente del villaggio di Zahid, Barnala, lo ha quindi accusato di avere scritto il proprio nome su copie del Corano in luogo del nome del profeta Mohammad.
Un comitato del villaggio si � riunito per decidere il suo destino e alcuni membri avrebbero voluto consegnarlo alla polizia. Ma Zahid � stato trascinato fuori dalla propria casa e giustiziato a mezzogiorno di fronte a una folla di 250-300 persone, hanno detto dei residenti.
La polizia ha detto di avere ricevuto denunce contro numerosi sospetti.
Essi hanno detto che Zahid era stato per la prima volta accusato di blasfemia e dissacrazione del Corano tre anni fa. Ma una corte lo aveva rilasciato sulla base di una perizia medica secondo la quale egli era squilibrato.
L'uccisione � giunta meno di un mese dopo che Yousaf Ali, un ex maggiore dell'esercito, era stato ucciso con un'arma da fuoco da un altro detenuto dopo che egli aveva presentato appello contro la condanna a morte per blasfemia. Ali era stato riconosciuto colpevole di blasfemia da una corte di grado minore per avere dichiarato di essere un profeta.
I musulmani credono che Mohammad sia stato l'ultimo profeta di Dio e la legge sulla blasfemia impone la pena di morte per chiunque dichiari di essere un profeta.
Gruppi per i diritti umani dicono che la legge � spesso usata impropriamente contro minoranze non-musulmane o per regolare conti personali.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 05/07/2002)
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE · PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE29 GIUGNO 2026
USA - Premiati i migliori studi legali che hanno difeso “pro bono”

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
INDIA: DUE CONDANNE A MORTE COMMUTATE IN 30 ANNI DI CARCERE

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
USA - Florida. Ex direttore di prigione esorta il personale penitenziario a non partecipare alle esecuzioni

PENA DI MORTE27 GIUGNO 2026
LETTERE DALL’INFERNO A SUOR GERVASIA, LA RINASCITA DI DOMENICO PAPALIA

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
IRAN - Issa Rahmani impiccato a Zahedan il 21 giugno

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
