una compagnia di cosmetici cinese usa la pelle prelevata dai corpi...
una compagnia di cosmetici cinese usa la pelle prelevata dai corpi di prigionieri giustiziati per produrre prodotti di bellezza destinati al mercato europeo, ha denunciato il quotidiano britannico Guardian.
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una compagnia di cosmetici cinese usa la pelle prelevata dai corpi di prigionieri giustiziati per produrre prodotti di bellezza destinati al mercato europeo, ha denunciato il quotidiano britannico Guardian.
Il giornale rivela che agenti commerciali di un'azienda di cosmetici cinese, della quale non viene fatto il nome per motivi legali, propongono senza troppi problemi ai loro clienti europei collagene per la riduzione delle rughe e per le labbra ottenuti con questa «procedura». Gli agenti hanno detto che i prodotti dell’azienda sono stati esportati nel Regno Unito e che l’uso della pelle di prigionieri giustiziati è “tradizione” e che non ci sarebbe dunque nulla di cui “scandalizzarsi”. Avvicinato formalmente dal Guardian, un agente ha negato il fatto sebbene precedentemente, in una serie di colloqui con un giornalista che si era fatto passare per un uomo d’affari di Hong Kong, avesse ammesso di occuparsi esattamente di questo.
L’agente aveva detto al giornalista: “Molte ricerche sono ancora fatte nella maniera tradizionale usando la pelle di giustiziati o feti abortiti”. Questo materiale – ha continuato – è stato acquistato da aziende “bio tech” nella provincia settentrionale di Heilongjiang, ed è stato utilizzato altrove nel paese. In Cina, le autorità hanno negato che gli organi dei prigionieri vengano espiantati senza il loro consenso. D’altra parte le prove farebbero pensare il contrario.
A giugno 2001, Wang Guoqi, un ex medico militare cinese, ha detto a un deputato statunitense di aver lavorato in un campo d’esecuzione aiutando un chirurgo ad espiantare gli organi di oltre 100 giustiziati, senza aver precedentemente chiesto il loro consenso. Il chirurgo usava furgoncini parcheggiati vicino al luogo delle esecuzioni per iniziare l’espianto, ha detto.
La pelle pare sia molto stimata per il trattamento di vittime di incendi ed il dott. Wang ha detto che nel 1995 ha tolto la pelle ad un uomo mentre era ancora vivo.
Wang, che era in cerca di asilo negli Stati Uniti, ha dichiarato anche che le cornee ed altri tessuti vengono rimossi per i trapianti e che il suo ospedale, l’ospedale generale di brigata della polizia paramilitare di Tianjin, vendeva parti del corpo per ricavarne denaro.
Gli attivisti per i diritti umani in Cina hanno più volte denunciato l’espianto di organi dai corpi dei giustiziati venduti ai chirurghi per trapianti a stranieri.
Le affermazioni del dott. Wang hanno infuriato le autorità cinese e funzionari pubblici lo hanno pubblicamente denunciato come bugiardo.
Il governo ha detto che gli organi vengono prelevati dai prigionieri giustiziati solo previo consenso loro e dei familiari.
Il giornale rivela che agenti commerciali di un'azienda di cosmetici cinese, della quale non viene fatto il nome per motivi legali, propongono senza troppi problemi ai loro clienti europei collagene per la riduzione delle rughe e per le labbra ottenuti con questa «procedura». Gli agenti hanno detto che i prodotti dell’azienda sono stati esportati nel Regno Unito e che l’uso della pelle di prigionieri giustiziati è “tradizione” e che non ci sarebbe dunque nulla di cui “scandalizzarsi”. Avvicinato formalmente dal Guardian, un agente ha negato il fatto sebbene precedentemente, in una serie di colloqui con un giornalista che si era fatto passare per un uomo d’affari di Hong Kong, avesse ammesso di occuparsi esattamente di questo.
L’agente aveva detto al giornalista: “Molte ricerche sono ancora fatte nella maniera tradizionale usando la pelle di giustiziati o feti abortiti”. Questo materiale – ha continuato – è stato acquistato da aziende “bio tech” nella provincia settentrionale di Heilongjiang, ed è stato utilizzato altrove nel paese. In Cina, le autorità hanno negato che gli organi dei prigionieri vengano espiantati senza il loro consenso. D’altra parte le prove farebbero pensare il contrario.
A giugno 2001, Wang Guoqi, un ex medico militare cinese, ha detto a un deputato statunitense di aver lavorato in un campo d’esecuzione aiutando un chirurgo ad espiantare gli organi di oltre 100 giustiziati, senza aver precedentemente chiesto il loro consenso. Il chirurgo usava furgoncini parcheggiati vicino al luogo delle esecuzioni per iniziare l’espianto, ha detto.
La pelle pare sia molto stimata per il trattamento di vittime di incendi ed il dott. Wang ha detto che nel 1995 ha tolto la pelle ad un uomo mentre era ancora vivo.
Wang, che era in cerca di asilo negli Stati Uniti, ha dichiarato anche che le cornee ed altri tessuti vengono rimossi per i trapianti e che il suo ospedale, l’ospedale generale di brigata della polizia paramilitare di Tianjin, vendeva parti del corpo per ricavarne denaro.
Gli attivisti per i diritti umani in Cina hanno più volte denunciato l’espianto di organi dai corpi dei giustiziati venduti ai chirurghi per trapianti a stranieri.
Le affermazioni del dott. Wang hanno infuriato le autorità cinese e funzionari pubblici lo hanno pubblicamente denunciato come bugiardo.
Il governo ha detto che gli organi vengono prelevati dai prigionieri giustiziati solo previo consenso loro e dei familiari.
— FONTI
- (Fonti: The Guardian, 13/09/2005)
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