Un uomo, del quale inizialmente non era stata resa...
Un uomo, del quale inizialmente non era stata resa nota l'identità per proteggere la privacy della vittima, e che in seguito si è appreso chiamarsi Kennedy, è stato condannato a morte per lo stupro (senza omicidio) di una bambina di 8 anni avvenuto il 2
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Un uomo, del quale inizialmente non era stata resa nota l'identità per proteggere la privacy della vittima, e che in seguito si è appreso chiamarsi Kennedy, è stato condannato a morte per lo stupro (senza omicidio) di una bambina di 8 anni avvenuto il 2 marzo 1998. La sentenza ha riaperto il dibattito sull'applicazione della pena capitale a crimini diversi dall'omicidio. L'ultima esecuzione negli USA per uno stupro risale al 1964, e nessuno è stato giustiziato per crimini diversi dall'omicidio da quando la Corte Suprema USA ha riammesso la pena di morte nel 1976. Kennedy è stato condannato a morte in base ad una legge della Louisiana che consente la condanna a morte per lo stupro di un bambino di età inferiore ai 12 anni. La legge era entrata in vigore nel 1995. Graham Da Ponte, avvocato di Kennedy, ha detto che la punizione è sproporzionata rispetto al crimine commesso. Molti stati USA e lo stesso governo federale hanno leggi che consentono la massima punizione per reati non mortali, tra cui tradimento, spionaggio, sequestro di persona, dirottamento e narcotraffico. La California consente la pena di morte per sabotaggio di treni e per la falsa testimonianza che abbia condotto ad un'esecuzione. La Florida ed il Montana hanno leggi che prevedono la pena capitale per gli stupratori, qualunque sia l'età della vittima. La Corte Suprema della Florida ha tuttavia stabilito l'incostituzionalità della legge dello stato. Nel 1977 la Corte Suprema ha stabilito infatti che la condanna a morte non può essere applicata nei casi di stupro ai danni di un adulto, ritenendo la pena capitale sproporzionata alla gravità del delitto e quindi vietata dall'ottavo emendamento della costituzione, che esclude punizioni "crudeli e inusuali". Secondo alcuni oppositori della legge della Louisiana, la minaccia della pena di morte porterebbe i violentatori ad uccidere più spesso la vittima, dal momento che non hanno nulla da perdere. Inoltre, il maggior numero di stupri ai danni di bambini sono commessi da un parente della vittima. "Difficilmente un bambino accuserebbe un membro della sua famiglia, sapendo che potrebbe essere condannato a morte", ha detto la Da Ponte. Nel 1996 la Corte Suprema della Louisiana, con un voto di 5 a 2, ha stabilito la costituzionalità della legge. Se le corti dello stato confermassero la condanna a morte di Kennedy, il caso arriverebbe con ogni probabilità davanti alla Corte Suprema USA.
— FONTI
- (Fonti: Associated Press)
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