Un uomo d'affari britannico, gestore di un club illegale...
Un uomo d'affari britannico, gestore di un club illegale per la mescita di sostanze alcoliche è stato condannato a 800 frustate con un processo segreto
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Un uomo d'affari britannico, gestore di un club illegale per la mescita di sostanze alcoliche è stato condannato a 800 frustate con un processo segreto. Gary O'Nions rischia anche otto anni di carcere e una multa di 400.000 sterline, mentre le autorità saudite cercano di districare il destino di un gruppo di uomini d'affari britannici accusati di essere implicati in una guerra criminale tra spacciatori di alcool rivali.
Cinque cittadini britannici - Alexander Mitchell, James Cottle, Les Walker, Peter Brandon e James Lee - rischiano la pena di morte per l'accusa di complicità in una guerra a colpi di esplosivo, ma la loro vita potrebbe essere risparmiata giacché le autorità saudite sembrano voler lasciare cadere le accuse di omicidio che pendono su di loro.
L'acuirsi della violenza nel Medio Oriente ha spinto le autorità saudite a rompere gl'indugi nei confronti degli imputati britannici, accusati di aver condotto una serie di attentati dinamitardi a partire dal Novembre 2000.
Gl'investigatori affermano che i cinque avrebbero usato bombe per uccidere o ferire i rivali nell'attività di traffico di bevande alcoliche, lucrosa ancorché illegale: si tratterebbe di milioni di sterline nell'intero regno saudita.
Le pressioni diplomatiche, durate per mesi, sembrano aver avuto successo con il ritiro della minaccia delle esecuzioni capitali contro i cinque, che, secondo le famiglie, sarebbero stati costretti a confessare di essere i responsabili degli attentati.
Cinque cittadini britannici - Alexander Mitchell, James Cottle, Les Walker, Peter Brandon e James Lee - rischiano la pena di morte per l'accusa di complicità in una guerra a colpi di esplosivo, ma la loro vita potrebbe essere risparmiata giacché le autorità saudite sembrano voler lasciare cadere le accuse di omicidio che pendono su di loro.
L'acuirsi della violenza nel Medio Oriente ha spinto le autorità saudite a rompere gl'indugi nei confronti degli imputati britannici, accusati di aver condotto una serie di attentati dinamitardi a partire dal Novembre 2000.
Gl'investigatori affermano che i cinque avrebbero usato bombe per uccidere o ferire i rivali nell'attività di traffico di bevande alcoliche, lucrosa ancorché illegale: si tratterebbe di milioni di sterline nell'intero regno saudita.
Le pressioni diplomatiche, durate per mesi, sembrano aver avuto successo con il ritiro della minaccia delle esecuzioni capitali contro i cinque, che, secondo le famiglie, sarebbero stati costretti a confessare di essere i responsabili degli attentati.
— FONTI
- (Fonti: The Times, 09/04/2002)
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