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NIGERIA

Un tribunale islamico ha stabilito che Amina Lawal,...

Un tribunale islamico ha stabilito che Amina Lawal, una donna nigeriana condannata a morte mediante lapidazione per adulterio, sarà liberata per allevare la sua bambina fino al gennaio 2004, qualunque sia l'esito del suo appello

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Un tribunale islamico ha stabilito che Amina Lawal, una donna nigeriana condannata a morte mediante lapidazione per adulterio, sarà liberata per allevare la sua bambina fino al gennaio 2004, qualunque sia l'esito del suo appello.
La decisione è stata accolta dall'avvocato di Amina Lawal come un segno che il verdetto, atteso per l'8 luglio, sarà di assoluzione per la sua cliente.
La Lawal, 30 anni, era stata condannata a morte nel mese di marzo per essere rimasta incinta dopo il divorzio, un comportamento che l'interpretazione nigeriana della legge islamica (Sharia) ritiene adulterio.
Il tribunale di Funtua, nello stato nigeriano settentrionale del Katsina, è entrato in una fase di "decisioni sostanziali" e "prenderà probabilmente tutto il tempo ritenuto necessario prima di emettere il suo verdetto su un caso così politicizzato come questo", riferiscono all'agenzia spagnola EFE fonti vicine alla difesa.
La Lawal, rimasta in una residenza per sole donne in attesa del verdetto, sarà autorizzata a tornare nel suo villaggio per allevare la figlia Wasila fino al gennaio 2004, quando i suoi parenti maschi dovranno ricondurla in tribunale. Si ritiene che la figlia di Amina abbia 5 mesi. Non è chiaro quanto tempo dopo il divorzio sia nata.
L'avvocato difensore, Aliyu Musu Yawuri, ha detto che la decisione della corte di garantire libertà alla sua cliente per i prossimi 19 mesi, è un segnale positivo.
"Siamo convinti che il nostro appello verrà accolto," ha detto Yawuri all'agenzia di stampa francese AFP.
"Non ho alcuna paura che la mia cliente non sarà scagionata alla fine del processo", ha aggiunto.
La legge della Sharia è stata adottata da 12 dei 36 stati della Nigeria nel corso degli ultimi due anni
FONTI
  • (Fonti: sito web BBC, 03/06/2002, AP 04/06/2002)