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Un rapporteur dell'ONU sui diritti umani ha chiesto all'Afghanistan di sospendere la pena di morte e le esecuzioni perché il sistema giudiziario del paese non è adeguato agli standard internazionali, in base ad un rapporto reso noto mercoledì dalle
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Un rapporteur dell'ONU sui diritti umani ha chiesto all'Afghanistan di sospendere la pena di morte e le esecuzioni perch� il sistema giudiziario del paese non � adeguato agli standard internazionali, in base ad un rapporto reso noto mercoled� dalle Nazioni Unite.
Asma Jahangir, special rapporteur ONU sulle esecuzioni extragiudiziarie, sommarie ed arbitrarie, aveva avvertito in una versione anticipata del suo rapporto che il problema � talmente serio da costituire "un rischio di inversione del processo di pace, di ricadute nella violenza e di nuovi rifugiati".
Il suo rapporto, redatto dopo una visita in Afghanistan a ottobre 2002, ha evidenziato un clima di paura nel paese, in cui � impossibile la riconciliazione senza che gli abusi del regime talebano siano perseguiti.
Ha anche denunciato che l'impunit� � diffusa, e che una serie di omicidi e di esecuzioni sommarie sono avvenuti dopo la caduta del regime talebano.
"Il processo di pace non ha finora affrontato a sufficienza la questione del rapporto con il passato e di come assicurare giustizia e riconciliazione", ha detto il rapporto della Jahangir.
"Fin quando il sistema legale e giudiziario in Afghanistan non potr� garantire il rispetto delle garanzie ONU e delle restrizioni relative all'imposizione della pena di morte, le condanne a morte dovrebbero essere sospese e dovrebbe essere introdotta una moratoria delle esecuzioni", ha aggiunto.
Jahangir ha chiesto un' inchiesta indipendente dell'ONU per fare luce sulle "gravi violazioni dei diritti umani nel passato, che potrebbero costituire una raccolta di crimini contro l'umanit�".
Asma Jahangir, special rapporteur ONU sulle esecuzioni extragiudiziarie, sommarie ed arbitrarie, aveva avvertito in una versione anticipata del suo rapporto che il problema � talmente serio da costituire "un rischio di inversione del processo di pace, di ricadute nella violenza e di nuovi rifugiati".
Il suo rapporto, redatto dopo una visita in Afghanistan a ottobre 2002, ha evidenziato un clima di paura nel paese, in cui � impossibile la riconciliazione senza che gli abusi del regime talebano siano perseguiti.
Ha anche denunciato che l'impunit� � diffusa, e che una serie di omicidi e di esecuzioni sommarie sono avvenuti dopo la caduta del regime talebano.
"Il processo di pace non ha finora affrontato a sufficienza la questione del rapporto con il passato e di come assicurare giustizia e riconciliazione", ha detto il rapporto della Jahangir.
"Fin quando il sistema legale e giudiziario in Afghanistan non potr� garantire il rispetto delle garanzie ONU e delle restrizioni relative all'imposizione della pena di morte, le condanne a morte dovrebbero essere sospese e dovrebbe essere introdotta una moratoria delle esecuzioni", ha aggiunto.
Jahangir ha chiesto un' inchiesta indipendente dell'ONU per fare luce sulle "gravi violazioni dei diritti umani nel passato, che potrebbero costituire una raccolta di crimini contro l'umanit�".
— FONTI
- (Fonti: Agence France-Presse, 05/03/2003)
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