Un rapporteur dell'ONU ha accusato l'Uzbekistan di...
Un rapporteur dell'ONU ha accusato l'Uzbekistan di usare sistematicamente la tortura per terrorizzare gli oppositori ed ottenere confessioni che a volte hanno portato tribunali ad emettere condanne a morte
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Un rapporteur dell'ONU ha accusato l'Uzbekistan di usare sistematicamente la tortura per terrorizzare gli oppositori ed ottenere confessioni che a volte hanno portato tribunali ad emettere condanne a morte.
L'Uzbekistan ospita una base aerea USA usata nella campagna militare nel vicino Afghanistan ed � un alleato chiave degli Stati Uniti nella "guerra al terrorismo".
"Per quello che posso vedere, la tortura non � soltanto incidentale ma ... � sistematica in questo paese", ha detto in conferenza stampa il rapporteur dell'ONU sui diritti umani Theo Van Boven.
Durante la sua missione di due giorni per accertare i fatti, Van Boven ha intervistato decine di vittime di torture, componenti delle loro famiglie e altri parenti.
Ha detto che le forme di tortura usate dalla polizia uzbeka e dai servizi segreti includono le percosse, scosse elettriche, immersioni in acqua del capo della vittima e soffocamento con buste di plastica.
Van Boven ha detto di aver scoperto che spesso anche familiari e parenti degli arrestati sono stati minacciati di tortura e stupro.
"Sono preoccupato... per le molte confessioni ottenute mediante la tortura ed altri mezzi illegali, poi usate come prove in processi che conducono a sentenze di morte o punizioni molto severe", ha detto.
Non ci sono state immediate reazioni da parte del governo del Presidente Islam Karimov.
Van Bowen ha detto di aver incontrato alti funzionari uzbeki ma che � stato tenuto lontano dal carcere della polizia segreta a Tashkent. E' restato anche insoddisfatto della visita alla temuta prigione di Dzhazlyk nell'Uzbekistan occidentale, dove si dice siano reclusi prigionieri politici.
"Non ho potuto effettuare la visita di Dzhazlyk in modo soddisfacente ed esauriente", ha detto.
La visita � durata due ore invece delle sei previste, ed il suo incontro con il capo della prigione "� stato interrotto".
Van Boven ha detto che il suo rapporto sar� presentato all'Assemblea Generale ONU in gennaio e diffuso al pubblico in marzo.
L'Uzbekistan ospita una base aerea USA usata nella campagna militare nel vicino Afghanistan ed � un alleato chiave degli Stati Uniti nella "guerra al terrorismo".
"Per quello che posso vedere, la tortura non � soltanto incidentale ma ... � sistematica in questo paese", ha detto in conferenza stampa il rapporteur dell'ONU sui diritti umani Theo Van Boven.
Durante la sua missione di due giorni per accertare i fatti, Van Boven ha intervistato decine di vittime di torture, componenti delle loro famiglie e altri parenti.
Ha detto che le forme di tortura usate dalla polizia uzbeka e dai servizi segreti includono le percosse, scosse elettriche, immersioni in acqua del capo della vittima e soffocamento con buste di plastica.
Van Boven ha detto di aver scoperto che spesso anche familiari e parenti degli arrestati sono stati minacciati di tortura e stupro.
"Sono preoccupato... per le molte confessioni ottenute mediante la tortura ed altri mezzi illegali, poi usate come prove in processi che conducono a sentenze di morte o punizioni molto severe", ha detto.
Non ci sono state immediate reazioni da parte del governo del Presidente Islam Karimov.
Van Bowen ha detto di aver incontrato alti funzionari uzbeki ma che � stato tenuto lontano dal carcere della polizia segreta a Tashkent. E' restato anche insoddisfatto della visita alla temuta prigione di Dzhazlyk nell'Uzbekistan occidentale, dove si dice siano reclusi prigionieri politici.
"Non ho potuto effettuare la visita di Dzhazlyk in modo soddisfacente ed esauriente", ha detto.
La visita � durata due ore invece delle sei previste, ed il suo incontro con il capo della prigione "� stato interrotto".
Van Boven ha detto che il suo rapporto sar� presentato all'Assemblea Generale ONU in gennaio e diffuso al pubblico in marzo.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 06/12/2002)
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