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IRAN

un prigioniero politico curdo è stato impiccato in carcere a Saghez, nell’ovest dell’Iran

un prigioniero politico curdo è stato impiccato in carcere a Saghez, nell’ovest dell’Iran

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Shirkoo Moarefi, un attivista politico e civile curdo di 33 anni, originario di Baneh, è stato impiccato nel carcere di Saghez per Moharebeh e appartenenza al partito Komalah. Moarefi non sapeva che la sua condanna a morte stava per essere eseguita. "Si è reso conto che stava per essere impiccato solo quando ha visto la forca", ha detto una fonte della Campagna internazionale per i diritti umani in Iran. Dopo la conta serale di domenica 3 novembre, il capo dell’intelligence della prigione di Saghez, Noroozi, ha chiamato Shirkoo Moarefi a "Zir-Hasht”, il posto di guardia al centro della struttura, e gli ha detto che sarebbe stato punito per aver fumato nella sua cella nel reparto infermeria. Dopo avergli ammanettato mani e piedi, l'uomo è stato trasferito nel reparto d’isolamento, denominato "La Suite". Alle 05:30, il capo dell’intelligence si è presentato davanti alla sua cella e gli ha detto che avevano intenzione di trasferirlo nella prigione centrale di Sanandaj e che doveva andare con loro. Shirkoo, ormai diventato sospettoso della situazione, ha chiesto a Noroozi se ciò era in relazione alla sua condanna a morte, ma Noroozi gli ha risposto che non era nulla di importante e che stava solo per essere trasferito a Sanandaj per punizione. Alle 06:00, alla presenza di membri del ministero delle informazioni, del direttore e del capo dell’intelligence del carcere, Shirkoo è stato trasferito nella sala d'attesa dei colloqui coi parenti e in quello spazio chiuso è stato giustiziato. Né la sua famiglia né i suoi avvocati sono stati informati in anticipo che, come prevede la legge, la sua condanna a morte doveva essere eseguita. Le autorità hanno arrestato Shirkoo Moarefi sul confine tra Iran e Iraq, mentre stava tentando di tornare in Iran dal Kurdistan iracheno nel 2008. Era stato condannato a morte il 1° novembre 2007, con sentenza confermata il 14 novembre 2009 e 1° maggio 2011,  con l'accusa di "moharebeh" (inimicizia con Dio), "appartenenza al partito Komalah" e "di agire contro la sicurezza nazionale”.
FONTI
  • (Fonti: Iran Human Rights, NCRI, Firat news Agency, 04/11/2013, iranhumanrights.org, 06/11/2013)