Un poliziotto, che aveva prestato servizio come guardia...
Un poliziotto, che aveva prestato servizio come guardia del corpo del Re della Malesia, è stato condannato a morte per quello che l'accusa ha definito come omicidio motivato dalla gelosia di un cantante pop
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Un poliziotto, che aveva prestato servizio come guardia del corpo del Re della Malesia, � stato condannato a morte per quello che l'accusa ha definito come omicidio motivato dalla gelosia di un cantante pop.
Il caporale Mohamed Ya'cob Demyati, di 36 anni, � stato riconosciuto colpevole dell'omicidio di Sabi'ul Malik Shafiee, di 19 anni, voce del gruppo giovanile malese "Spoon", avvenuti il 26 dicembre del 1999.
La Polizia aveva trovato il cadavere del cantante, il cui nome d'arte era Along, in un sacco gettato al margine di una strada, circa due settimane dopo l'omicidio. La vittima era stata strangolata.
L'accusa ha sostenuto che Mohamed Ya'cob sospettava che il Sabi'ul avesse avuto una relazione con sua moglie, che lavorava in una societ� discografica. Lo Ya'cob ha negato le accuse, sostenendo di non aver mai avuto problemi con la moglie. La pena di morte � obbligatoria per il reato di omicidio, ma la maggior parte delle condanne viene commutata nell'ergastolo.
"Malgrado quanto pu� essere accaduto, continuo ad amare mio marito. I miei sentimenti per l'uomo che ho sposato", ha detto Salina Ali, la moglie di Ya'cob, dopo la sentenza. "Accetto la sentenza come un destino, ma continuo a pregare che possa uscire come un uomo libero? un giorno o l'altro", ha continuato Salina, madre di tre bambini. Il legale di Ya'kob, Markhan Singh, ha detto di voler presentare appello al pi� presto.
Il caporale Mohamed Ya'cob Demyati, di 36 anni, � stato riconosciuto colpevole dell'omicidio di Sabi'ul Malik Shafiee, di 19 anni, voce del gruppo giovanile malese "Spoon", avvenuti il 26 dicembre del 1999.
La Polizia aveva trovato il cadavere del cantante, il cui nome d'arte era Along, in un sacco gettato al margine di una strada, circa due settimane dopo l'omicidio. La vittima era stata strangolata.
L'accusa ha sostenuto che Mohamed Ya'cob sospettava che il Sabi'ul avesse avuto una relazione con sua moglie, che lavorava in una societ� discografica. Lo Ya'cob ha negato le accuse, sostenendo di non aver mai avuto problemi con la moglie. La pena di morte � obbligatoria per il reato di omicidio, ma la maggior parte delle condanne viene commutata nell'ergastolo.
"Malgrado quanto pu� essere accaduto, continuo ad amare mio marito. I miei sentimenti per l'uomo che ho sposato", ha detto Salina Ali, la moglie di Ya'cob, dopo la sentenza. "Accetto la sentenza come un destino, ma continuo a pregare che possa uscire come un uomo libero? un giorno o l'altro", ha continuato Salina, madre di tre bambini. Il legale di Ya'kob, Markhan Singh, ha detto di voler presentare appello al pi� presto.
— FONTI
- (Sources: Malay Mail, Advertiser (Adelaide9 11/04/2002)
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