Un gruppo nazionale di studio sulla pena capitale,...
Un gruppo nazionale di studio sulla pena capitale, istituito il 13 novembre 2003 ha presentato il suo rapporto conclusivo
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Un gruppo nazionale di studio sulla pena capitale, istituito il 13 novembre 2003 ha presentato il suo rapporto conclusivo.
Compito del Gruppo di Studio era quello di fornire al Governo federale indicazioni per affrontare la questione della pena di morte.
I lavori erano stati avviati dal ministro della giustizia e procuratore generale della Federazione nigeriana, Akinlolu Olujinmi.
Il Rapporto conclusivo, presentato dal presidente del Gruppo di Studio, professor Oluyemisi Bamgbose, rileva che nel Paese la pena di morte è ampiamente considerata una soluzione a quelle che vengono percepite come carenze del sistema giudiziario penale, inoltre sulla pena capitale non c'è univocità di opinioni tra i diversi gruppi religiosi.
Sono 133 i Paesi o Territori che a vario titolo hanno deciso di rinunciare a praticare la pena capitale, mentre i Paesi mantenitori sono 63.
Il Gruppo di Studio riporta che attualmente i prigionieri nei bracci della morte nigeriani sono circa 500 ed esprime preoccupazione per le deplorabili condizioni di detenzione in cui sono tenuti.
Raccomanda inoltre l'introduzione di una moratoria legale delle esecuzioni capitali, fin quando il Sistema giudiziario non saprà garantire equità e rispetto dei principi del giusto processo nei casi capitali, minimizzando così il rischio di giustiziare un innocente.
I suddetti problemi vengono amplificati da uno scarso finanziamento del Sistema giudiziario, da un inadeguato addestramento dei funzionari e da un carente sistema di assistenza legale. Il Governo Federale dovrebbe quindi aumentare gli investimenti in questi settori; in particolare i responsabili della Strategia Nazionale per l'Economia, gli Investimenti e lo Sviluppo dovrebbero muoversi affinché il Governo federale consideri la Giustizia al pari di altri settori come la Sanità, l'Istruzione e l'Agricoltura.
Il Rapporto chiarisce infine che l'opzione della moratoria è prevista dalla legge della Sharia.
Compito del Gruppo di Studio era quello di fornire al Governo federale indicazioni per affrontare la questione della pena di morte.
I lavori erano stati avviati dal ministro della giustizia e procuratore generale della Federazione nigeriana, Akinlolu Olujinmi.
Il Rapporto conclusivo, presentato dal presidente del Gruppo di Studio, professor Oluyemisi Bamgbose, rileva che nel Paese la pena di morte è ampiamente considerata una soluzione a quelle che vengono percepite come carenze del sistema giudiziario penale, inoltre sulla pena capitale non c'è univocità di opinioni tra i diversi gruppi religiosi.
Sono 133 i Paesi o Territori che a vario titolo hanno deciso di rinunciare a praticare la pena capitale, mentre i Paesi mantenitori sono 63.
Il Gruppo di Studio riporta che attualmente i prigionieri nei bracci della morte nigeriani sono circa 500 ed esprime preoccupazione per le deplorabili condizioni di detenzione in cui sono tenuti.
Raccomanda inoltre l'introduzione di una moratoria legale delle esecuzioni capitali, fin quando il Sistema giudiziario non saprà garantire equità e rispetto dei principi del giusto processo nei casi capitali, minimizzando così il rischio di giustiziare un innocente.
I suddetti problemi vengono amplificati da uno scarso finanziamento del Sistema giudiziario, da un inadeguato addestramento dei funzionari e da un carente sistema di assistenza legale. Il Governo Federale dovrebbe quindi aumentare gli investimenti in questi settori; in particolare i responsabili della Strategia Nazionale per l'Economia, gli Investimenti e lo Sviluppo dovrebbero muoversi affinché il Governo federale consideri la Giustizia al pari di altri settori come la Sanità, l'Istruzione e l'Agricoltura.
Il Rapporto chiarisce infine che l'opzione della moratoria è prevista dalla legge della Sharia.
— FONTI
- (Fonti: Legal Resources Consortium, 22/10/2004;)
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