UGANDA. DUE CONDANNATE ALL’IMPICCAGIONE PER OMICIDIO
la Corte Suprema ugandese ha respinto il ricorso presentato da due donne condannate all’impiccagione per
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la Corte Suprema ugandese ha respinto il ricorso presentato da due donne condannate all’impiccagione per omicidio.
Si tratta di Susan Kigula Sseremba e della sua domestica, Patience Nansamba, riconosciute colpevoli dell’omicidio del marito della prima, Constantine Sseremba, avvenuto nel 2000.
La Corte ha tuttavia stabilito che la loro esecuzione non potrà avvenire prima che sia concluso il ricorso costituzionale sulla pena di morte.
Il verdetto è stato letto dal giudice Benjamin Odoki, presidente della Corte.
Gli altri giudici erano: John Wilson Tsekooko, Joseph Mulenga, George William Kanyeihamba e Bart Katureebe.
La Kigula e Sseremba avevano tre figli, il più grande di quattro anni, il quale ha testimoniato di aver visto sua madre che con un “panga” (un grosso coltello) tagliava la gola del padre, mentre la domestica lo teneva fermo per le gambe.
La Corte Suprema si è dichiarata soddisfatta del modo in cui il tribunale ha valutato gli elementi a disposizione e per aver correttamente considerato la testimonianza del bambino come sufficiente per emettere verdetto di colpevolezza.
Si tratta di Susan Kigula Sseremba e della sua domestica, Patience Nansamba, riconosciute colpevoli dell’omicidio del marito della prima, Constantine Sseremba, avvenuto nel 2000.
La Corte ha tuttavia stabilito che la loro esecuzione non potrà avvenire prima che sia concluso il ricorso costituzionale sulla pena di morte.
Il verdetto è stato letto dal giudice Benjamin Odoki, presidente della Corte.
Gli altri giudici erano: John Wilson Tsekooko, Joseph Mulenga, George William Kanyeihamba e Bart Katureebe.
La Kigula e Sseremba avevano tre figli, il più grande di quattro anni, il quale ha testimoniato di aver visto sua madre che con un “panga” (un grosso coltello) tagliava la gola del padre, mentre la domestica lo teneva fermo per le gambe.
La Corte Suprema si è dichiarata soddisfatta del modo in cui il tribunale ha valutato gli elementi a disposizione e per aver correttamente considerato la testimonianza del bambino come sufficiente per emettere verdetto di colpevolezza.
— FONTI
- (Fonti: All Africa, 17/10/2008)
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