Tomomitsu Niimi, il principale accolito del movimento...
Tomomitsu Niimi, il principale accolito del movimento Aum Shinrikyo, responsabile dell'ondata di omicidi durante la metà degli anni '90, è stato condannato a morte per 26 omicidi
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Tomomitsu Niimi, il principale accolito del movimento Aum Shinrikyo, responsabile dell'ondata di omicidi durante la met� degli anni '90, � stato condannato a morte per 26 omicidi. La Corte del distretto di Tokyo ha condannato Niimi per 26 accuse di omicidio. Il numero di accuse contro di lui � inferiore soltanto a quello del fondatore del culto, Chizuo Matsumoto, in processi riguardanti l'Aum.
Il presidente del tribunale, giudice Yujiro Nakatani, ha detto che la pena di morte era l'unica condanna adeguata, poich� Niimi era attivamente coinvolto in tutti i casi. "La serie d'incidenti � un crimine senza precedenti con la ripetizione di atti di terrorismo senza freni," ha detto Nakatani nella sentenza.
"L'accusato � coinvolto nella parte pi� atroce di questo crimine. La cui natura spregevole, e il ruolo importante da lui rivestito esclude ogni attenuante." Niimi � l'ottavo membro dell'Aum ad essere condannato a morte. I suoi legali hanno presentato appello contro la sentenza. Niimi � implicato in tutti e sette gli attentati dell'Aum che hanno causato diverse vittime, tra questi l'attentato con il gas sarin nella metropolitana di Tokyo il 20 marzo 1995, con 12 vittime, e l'attentato sempre con il gas sarin a Matsumoto, nella prefettura di Nagano, che fece sette vittime.
Niimi era anche accusato dell'omicidio dell'avvocato anti-Aum Tsutsumi Sakamoto, e della sua famiglia, e di altri adepti del culto "disobbedienti". La corte ha tra l'altro criticato Niimi, che non ha mostrato alcun segno di rimorso. "Ha pesantemente ferito i sentimenti delle famiglie delle vittime, rifiutando ogni segno di rimorso e ridicolizzando le vittime, con il presentare ostinatamente scuse egoistiche", dice ancora la sentenza. Gli avvocati della difesa hanno argomentato che la setta pianificava una rivoluzione armata volta a creare "un'utopia" sotto la leadership di Matsumoto, noto anche come Shoko Asahara, e che la vita di Niimi andava risparmiata, poich� le sue azioni erano parte del progetto insurrezionale architettato esclusivamente dal leader della setta.
Tuttavia, la corte ha respinto questa linea di difesa, e affermato che tutte le accuse erano riferite a crimini indipendenti, ciascuno con una motivazione propria.
Il presidente del tribunale, giudice Yujiro Nakatani, ha detto che la pena di morte era l'unica condanna adeguata, poich� Niimi era attivamente coinvolto in tutti i casi. "La serie d'incidenti � un crimine senza precedenti con la ripetizione di atti di terrorismo senza freni," ha detto Nakatani nella sentenza.
"L'accusato � coinvolto nella parte pi� atroce di questo crimine. La cui natura spregevole, e il ruolo importante da lui rivestito esclude ogni attenuante." Niimi � l'ottavo membro dell'Aum ad essere condannato a morte. I suoi legali hanno presentato appello contro la sentenza. Niimi � implicato in tutti e sette gli attentati dell'Aum che hanno causato diverse vittime, tra questi l'attentato con il gas sarin nella metropolitana di Tokyo il 20 marzo 1995, con 12 vittime, e l'attentato sempre con il gas sarin a Matsumoto, nella prefettura di Nagano, che fece sette vittime.
Niimi era anche accusato dell'omicidio dell'avvocato anti-Aum Tsutsumi Sakamoto, e della sua famiglia, e di altri adepti del culto "disobbedienti". La corte ha tra l'altro criticato Niimi, che non ha mostrato alcun segno di rimorso. "Ha pesantemente ferito i sentimenti delle famiglie delle vittime, rifiutando ogni segno di rimorso e ridicolizzando le vittime, con il presentare ostinatamente scuse egoistiche", dice ancora la sentenza. Gli avvocati della difesa hanno argomentato che la setta pianificava una rivoluzione armata volta a creare "un'utopia" sotto la leadership di Matsumoto, noto anche come Shoko Asahara, e che la vita di Niimi andava risparmiata, poich� le sue azioni erano parte del progetto insurrezionale architettato esclusivamente dal leader della setta.
Tuttavia, la corte ha respinto questa linea di difesa, e affermato che tutte le accuse erano riferite a crimini indipendenti, ciascuno con una motivazione propria.
— FONTI
- (Fonti: Asia Africa Intelligence Wire, Asahi Shimbun/Asahi Evening News, 26/06/2002)
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