TEXAS. PER LA TERZA VOLTA ANNULLATA CONDANNA CAPITALE
con 5 voti contro 4, una corte d’appello texana ha annullato la condanna a morte emessa nel 2002 nei confronti di Johnny Paul Penry, stabilendo che deve essere ripetuta la fase del processo in cui si decide l’entità della pena.
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con 5 voti contro 4, una corte d’appello texana ha annullato la condanna a morte emessa nel 2002 nei confronti di Johnny Paul Penry, stabilendo che deve essere ripetuta la fase del processo in cui si decide l’entità della pena. Secondo la Corte infatti, inadeguate istruzioni date alla giuria hanno impedito ai giurati di valutare se Penry sia o meno affetto da ritardo mentale.
E’ la terza volta che viene annullata la condanna a morte di Penry, riconosciuto colpevole dell’omicidio - avvenuto nel 1979 – di Pamela Moseley Carpenter, una ragazza di 22 anni.
Le due volte precedenti è stata la Corte Suprema degli Stati Uniti ad annullare la condanna a morte, nel 1989 e nel 2001, lasciando però intatto il giudizio di colpevolezza. In entrambi i casi la Corte Suprema ha stabilito che le giurie non erano state messe in grado di valutare se Penry fosse mentalmente ritardato.
La stessa Corte Suprema ha poi stabilito, con la sentenza pronunciata il 20 giugno 2002 nel caso Atkins vs Virginia, che l’esecuzione di condannati a morte minorati mentali è una pena crudele e inusuale e per questo è incostituzionale.
Nel processo del 2002, l’accusa ha sostenuto che Penry si fingesse ritardato nel tentativo di evitare la condanna a morte. Per la difesa invece, l’uomo ha un quoziente intellettivo (IQ) inferiore a 70 e la capacità mentale di un bambino.
La giuria aveva comunque concluso che la condizione di Penry non raggiungesse il ritardo mentale, condannandolo a morte.
John Wright, legale di Penry nel processo del 2002, ha detto in occasione di quest’ultimo annullamento della condanna capitale: “Ha un ritardo mentale e credo che nel quarto processo avrà un’altra possibilità per dimostrarlo”.
E’ la terza volta che viene annullata la condanna a morte di Penry, riconosciuto colpevole dell’omicidio - avvenuto nel 1979 – di Pamela Moseley Carpenter, una ragazza di 22 anni.
Le due volte precedenti è stata la Corte Suprema degli Stati Uniti ad annullare la condanna a morte, nel 1989 e nel 2001, lasciando però intatto il giudizio di colpevolezza. In entrambi i casi la Corte Suprema ha stabilito che le giurie non erano state messe in grado di valutare se Penry fosse mentalmente ritardato.
La stessa Corte Suprema ha poi stabilito, con la sentenza pronunciata il 20 giugno 2002 nel caso Atkins vs Virginia, che l’esecuzione di condannati a morte minorati mentali è una pena crudele e inusuale e per questo è incostituzionale.
Nel processo del 2002, l’accusa ha sostenuto che Penry si fingesse ritardato nel tentativo di evitare la condanna a morte. Per la difesa invece, l’uomo ha un quoziente intellettivo (IQ) inferiore a 70 e la capacità mentale di un bambino.
La giuria aveva comunque concluso che la condizione di Penry non raggiungesse il ritardo mentale, condannandolo a morte.
John Wright, legale di Penry nel processo del 2002, ha detto in occasione di quest’ultimo annullamento della condanna capitale: “Ha un ritardo mentale e credo che nel quarto processo avrà un’altra possibilità per dimostrarlo”.
— FONTI
- (Fonti: AP, 05/10/2005)
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