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SUDAN

SUDAN: GENERALE DAGALO E ALTRI 15 CONDANNATI A MORTE PER CRIMINI COMMESSI AD EL GENEINA

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Mohamed Hamdan Dagalo

 

Un tribunale antiterrorismo del Sudan il 12 luglio 2026 ha condannato a morte in contumacia il comandante delle Forze di Supporto Rapido (Rsf) Mohamed Hamdan Dagalo, noto come Hemeti, insieme ai suoi due fratelli e ad altre 13 persone, per l’assassinio di un governatore regionale del Darfur occidentale e per le atrocità commesse durante la guerra contro le Forze Armate Sudanesi (Saf), scoppiata nell’aprile 2023. 

La sentenza, scrive il quotidiano “Sudan Tribune”, fa seguito ai verdetti di colpevolezza per crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio commessi nella città di El Geneina, capitale dello Stato del Darfur occidentale.

Il governatore del Darfur occidentale, Khamis Abakar, è stato ucciso nel giugno 2023 poco dopo essere stato arrestato dai combattenti delle Rsf e portato al loro quartier generale locale alla presenza del comandante regionale, Abdul Rahman Juma Barkallah. In seguito, sono circolati online video che mostravano il suo corpo mutilato. 

Il giudice del tribunale di Port Sudan ha dichiarato che le condanne a morte sono state emesse nei confronti di Dagalo, dei suoi fratelli Abdelrahim Dagalo e Al Qoni Hamdan Dagalo, e di altre 13 personalità di spicco. 

L’elenco dei condannati comprende anche Barkallah, l’ex vice governatore El-Tijani Al Tahir Karshoum, l’attuale comandante statale delle Rsf Idris Hassan Haroun, diversi leader tribali arabi e un attivista filo-Rsf.

I sedici imputati sono stati condannati, ai sensi del codice penale sudanese, per crimini contro l’umanità, genocidio, crimini di guerra contro individui, distruzione di beni pubblici e utilizzo di metodi di guerra proibiti. Il tribunale ha ordinato la confisca di tutti i beni delle Rsf a favore del governo sudanese e ha incaricato lo Stato di richiedere all’Interpol l’estradizione dei condannati. 

Il giudice ha affermato che questi crimini internazionali non sono soggetti ad alcun termine di prescrizione e non possono essere oggetto di grazia politica in base agli obblighi internazionali del Sudan.

Il tribunale ha ritenuto Dagalo legalmente responsabile della distruzione sistematica e del saccheggio di proprietà, nonché degli attacchi deliberati contro civili, zone residenziali, scuole e luoghi di culto. 

Abdelrahim Dagalo, il fratello del comandante delle Rsf, nonché suo vice, è stato condannato per aver pianificato l’assedio di El Geneina, aver imposto condizioni di vita disumane agli abitanti, aver provocato lo sfollamento forzato di civili e aver partecipato ad atti di genocidio contro il gruppo etnico Masalit. 

Il giudice ha ritenuto Al Qoni Dagalo responsabile di aver agevolato l’assalto a El Geneina pur essendo a conoscenza delle atrocità commesse dalle forze paramilitari. 

Barkallah è stato condannato per aver guidato le Rsf e le milizie alleate durante gli attacchi sistematici contro i Masalit, che secondo le stime degli osservatori hanno causato la morte di migliaia di persone. 

Gli attacchi di metà 2023 hanno costretto decine di migliaia di residenti Masalit a fuggire a piedi da El Geneina e da altre zone del Darfur occidentale, cercando rifugio oltre confine, nel Ciad orientale. 

(Fonte: Agenzia Nova, 12/07/2026)

FONTI
  • (Fonte: Agenzia Nova, 12/07/2026)