SPAGNA. PRESENTATO AL SENATO RAPPORTO 2005 DI NESSUNO TOCCHI CAINO
si è svolta al Senato spagnolo a Madrid la presentazione del “Rapporto 2005 – la pena di morte nel mondo” di Nessuno tocchi Caino, curato nella versione spagnola da Begoña R. Antigüedad, membro del Consiglio direttivo dell’associazione.
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si è svolta al Senato spagnolo a Madrid la presentazione del “Rapporto 2005 – la pena di morte nel mondo” di Nessuno tocchi Caino, curato nella versione spagnola da Begoña R. Antigüedad, membro del Consiglio direttivo dell’associazione.
Elisabetta Zamparutti, tesoriera di NtC, ha denunciato nel corso della presentazione “l’incapacità dell’Unione Europea” di impegnarsi affinché le Nazioni Unite adottino una moratoria delle esecuzioni capitali, praticate nel 2004 da 25 dei 58 paesi che ancora mantengono la pena di morte. Di questi 58 paesi, 44 sono “regimi dittatoriali o autoritari”, in cui sono state effettuate il 98,8 % delle esecuzioni nel mondo. La Cina è il paese in cui si sono praticate più esecuzioni, almeno 5.000. Tra i paesi classificati come “democrazie liberali”, è da sottolineare la situazione degli Stati Uniti, dove lo scorso anno sono state giustiziate 59 persone, cifra che conferma la tendenza in corso da alcuni anni verso una diminuzione del numero di esecuzioni, oltre che di condanne capitali. Considerata l’incapacità della Ue sul fronte della moratoria, la Zamparutti ha sottolineando la necessità di “costituire una coalizione di paesi contrari alla pena capitale che consenta di raggiungere all’Assemblea Generale dell’Onu una moratoria universale delle esecuzioni”.
Intervenendo alla presentazione, il presidente del Senato Javier Rojo ha dichiarato che “a 60 anni di distanza dalla firma della Carta delle Nazioni Unite non è possibile che si continui a giustiziare persone mentre si lotta per l’affermazione del diritto internazionale”. Rojo si è impegnato a presentare ogni anno in Senato il Rapporto di NtC, occasione per fare il punto della situazione riguardo la campagna pro-moratoria.
Per Jordí Xuclà, portavoce del partito Convergencia i Uniò in Commissione Affari Esteri della Camera, “la grande speranza per l’abolizione definitiva della pena capitale è rappresentata dall’Africa”, considerato che “dei 53 paesi africani soltanto tre hanno praticato esecuzioni”. Il deputato spagnolo, impegnato nella formazione di un intergruppo parlamentare sulla moratoria, ha esortato il Governo del suo paese a proseguire l’azione contro la pena di morte su tutti i fronti, in particolare alle Nazioni Unite. A fronte dell’incapacità europea di “adottare una posizione comune” sulla questione, anche Xuclà ha indicato la necessità di formare una coalizione di paesi abolizionisti, che includa stati rappresentativi di tutti i continenti, non solo europei ed occidentali.
Elisabetta Zamparutti, tesoriera di NtC, ha denunciato nel corso della presentazione “l’incapacità dell’Unione Europea” di impegnarsi affinché le Nazioni Unite adottino una moratoria delle esecuzioni capitali, praticate nel 2004 da 25 dei 58 paesi che ancora mantengono la pena di morte. Di questi 58 paesi, 44 sono “regimi dittatoriali o autoritari”, in cui sono state effettuate il 98,8 % delle esecuzioni nel mondo. La Cina è il paese in cui si sono praticate più esecuzioni, almeno 5.000. Tra i paesi classificati come “democrazie liberali”, è da sottolineare la situazione degli Stati Uniti, dove lo scorso anno sono state giustiziate 59 persone, cifra che conferma la tendenza in corso da alcuni anni verso una diminuzione del numero di esecuzioni, oltre che di condanne capitali. Considerata l’incapacità della Ue sul fronte della moratoria, la Zamparutti ha sottolineando la necessità di “costituire una coalizione di paesi contrari alla pena capitale che consenta di raggiungere all’Assemblea Generale dell’Onu una moratoria universale delle esecuzioni”.
Intervenendo alla presentazione, il presidente del Senato Javier Rojo ha dichiarato che “a 60 anni di distanza dalla firma della Carta delle Nazioni Unite non è possibile che si continui a giustiziare persone mentre si lotta per l’affermazione del diritto internazionale”. Rojo si è impegnato a presentare ogni anno in Senato il Rapporto di NtC, occasione per fare il punto della situazione riguardo la campagna pro-moratoria.
Per Jordí Xuclà, portavoce del partito Convergencia i Uniò in Commissione Affari Esteri della Camera, “la grande speranza per l’abolizione definitiva della pena capitale è rappresentata dall’Africa”, considerato che “dei 53 paesi africani soltanto tre hanno praticato esecuzioni”. Il deputato spagnolo, impegnato nella formazione di un intergruppo parlamentare sulla moratoria, ha esortato il Governo del suo paese a proseguire l’azione contro la pena di morte su tutti i fronti, in particolare alle Nazioni Unite. A fronte dell’incapacità europea di “adottare una posizione comune” sulla questione, anche Xuclà ha indicato la necessità di formare una coalizione di paesi abolizionisti, che includa stati rappresentativi di tutti i continenti, non solo europei ed occidentali.
— FONTI
- (Fonti: Efe, 04/10/2005)
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