Sono reati capitali omicidio, stupro, tradimento, rapina a mano armata e furto aggravato.
Sono reati capitali omicidio, stupro, tradimento, rapina a mano armata e furto aggravato.
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Sono reati capitali omicidio, stupro, tradimento, rapina a mano armata e furto aggravato.
Le statistiche mostrano che dal 1972 al 1993, durante la dittatura di Kamuzu Banda, 823 persone sono state condannate a morte; di queste, 299 sono state giustiziate; le altre sono morte in prigione o sono state graziate. Dopo Kamuzu Banda, nel 1994 è salito al potere il Presidente Bakili Muluzi a seguito delle prime elezioni democratiche del paese. In tutto il suo mandato Muluzi non ha mai firmato un ordine di esecuzione.
Il 23 luglio 1997 aveva commutato in ergastolo tutte le condanne a morte già comminate e il 9 aprile 2004, in occasione della Pasqua, ha commutato le condanne a morte di 79 prigionieri mentre altri 320 sono stati scarcerati.
Rimangono nel braccio della morte circa 20 detenuti, tra cui il deputato dell’opposizione Nasser Kara, condannato all’inizio del 2004 per omicidio.
Le prigioni del paese sono sovraffollate e tempo fa sono state descritte come “l’inferno in terra” da un giudice dell’Alta Corte.
Il successore di Muluzi, Bingu wa Mutharika, da lui sostenuto e in carica dal maggio 2004, non ha cambiato atteggiamento sulla pena di morte.
L’ultima persona giustiziata in Malawi è stata impiccata il 26 settembre 1992 nel carcere di Zomba per mano di un boia fatto venire dal Sudafrica.
Le statistiche mostrano che dal 1972 al 1993, durante la dittatura di Kamuzu Banda, 823 persone sono state condannate a morte; di queste, 299 sono state giustiziate; le altre sono morte in prigione o sono state graziate. Dopo Kamuzu Banda, nel 1994 è salito al potere il Presidente Bakili Muluzi a seguito delle prime elezioni democratiche del paese. In tutto il suo mandato Muluzi non ha mai firmato un ordine di esecuzione.
Il 23 luglio 1997 aveva commutato in ergastolo tutte le condanne a morte già comminate e il 9 aprile 2004, in occasione della Pasqua, ha commutato le condanne a morte di 79 prigionieri mentre altri 320 sono stati scarcerati.
Rimangono nel braccio della morte circa 20 detenuti, tra cui il deputato dell’opposizione Nasser Kara, condannato all’inizio del 2004 per omicidio.
Le prigioni del paese sono sovraffollate e tempo fa sono state descritte come “l’inferno in terra” da un giudice dell’Alta Corte.
Il successore di Muluzi, Bingu wa Mutharika, da lui sostenuto e in carica dal maggio 2004, non ha cambiato atteggiamento sulla pena di morte.
L’ultima persona giustiziata in Malawi è stata impiccata il 26 settembre 1992 nel carcere di Zomba per mano di un boia fatto venire dal Sudafrica.
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