Sono reati capitali omicidio, stupro, tradimento, rapina a mano armata e furto aggravato.
Sono reati capitali omicidio, stupro, tradimento, rapina a mano armata e furto aggravato.
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Sono reati capitali
omicidio, stupro, tradimento, rapina a mano armata e furto aggravato.
Le statistiche mostrano che dal 1972 al 1993, durante la dittatura di Kamuzu Banda, 823 persone sono state condannate a morte; di queste, 299 sono state giustiziate; le altre sono morte in prigione o sono state graziate. Dopo Kamuzu Banda, nel 1994 è salito al potere il Presidente Bakili Muluzi a seguito delle prime elezioni democratiche del paese. In tutto il suo mandato Muluzi non ha mai firmato un ordine di esecuzione.
Nel 1994, a seguito delle prime elezioni democratiche del Paese, è salito al potere il Presidente Bakili Muluzi. In tutto il suo mandato, durato fino al maggio 2004, Muluzi non ha mai firmato un ordine di esecuzione. I suoi successori, fino a oggi, non hanno cambiato atteggiamento sulla pena di morte.
Nell’aprile 2007, l’Alta Corte del Malawi, nel caso di Francis Kafantayeni and Others v. Attorney General, ha abolito la pena di morte obbligatoria nel Paese. Le sentenze di tutti i prigionieri nel braccio della morte sono state cancellate e agli imputati è stato accordato un processo di revisione della sentenza. Nel 2011, il Malawi ha approvato emendamenti al Codice Penale che consente ai tribunali ampia discrezionalità nel condannare i sospetti di omicidio.
Dopo molti anni di ritardo, nel febbraio 2015, i tribunali del Malawi hanno iniziato le udienze relative ai casi dei 191 prigionieri che avevano diritto a una nuova sentenza dopo la decisione dell’Alta Corte del 2007. Alla fine di dicembre 2015, i giudici avevano trattato 64 casi e deciso su 63: tra questi 51 prigionieri sono stati immediatamente liberati; ai restanti 12 la pena di morte è stata commutata in pena detentiva; nessuno ha ricevuto l’ergastolo o una nuova condanna a morte.
Il 12 novembre 2015, intervenendo al workshop organizzato da Unione Europea, Nazioni Unite e Commissione Diritti Umani del Malawi (MHRC), il Ministro della Giustizia e Affari Costituzionali Samuel Tembenu ha assicurato che il suo Governo stava lavorando in direzione dell’abolizione della pena capitale.
L’ultima persona giustiziata in Malawi è stata impiccata il 26 settembre 1992 nel carcere di Zomba per mano di un boia fatto venire dal Sudafrica.
Secondo le informazioni fornite dal Governo, tre uomini – Dickson Elia, Misheck Chigona e Paul Bisiwick Maulana – sono stati condannati a morte per omicidio nel 2015, ha riportato Amnesty International.
Il 18 agosto 2015, un ragazzo di 23 anni, Dickson Elia, è stato condannato a morte dall’Alta Corte di Dedza per aver ucciso un insegnante della Umbwi Secondary School, la moglie e un bambino di 6 mesi nell’ottobre del 2013.
Le Nazioni Unite
Il 5 maggio 2015, il Malawi è stato esaminato nell’ambito della Revisione Periodica Universale da parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Le raccomandazioni a continuare la moratoria sulla pena di morte sono state esaminate e accettate dal Malawi, che però non ha accettato quelle volte all’abolizione a alla ratifica del Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici.
Nel dicembre 2014, il Malawi, come in precedenza, si è astenuto sulla Risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Le statistiche mostrano che dal 1972 al 1993, durante la dittatura di Kamuzu Banda, 823 persone sono state condannate a morte; di queste, 299 sono state giustiziate; le altre sono morte in prigione o sono state graziate. Dopo Kamuzu Banda, nel 1994 è salito al potere il Presidente Bakili Muluzi a seguito delle prime elezioni democratiche del paese. In tutto il suo mandato Muluzi non ha mai firmato un ordine di esecuzione.
Nel 1994, a seguito delle prime elezioni democratiche del Paese, è salito al potere il Presidente Bakili Muluzi. In tutto il suo mandato, durato fino al maggio 2004, Muluzi non ha mai firmato un ordine di esecuzione. I suoi successori, fino a oggi, non hanno cambiato atteggiamento sulla pena di morte.
Nell’aprile 2007, l’Alta Corte del Malawi, nel caso di Francis Kafantayeni and Others v. Attorney General, ha abolito la pena di morte obbligatoria nel Paese. Le sentenze di tutti i prigionieri nel braccio della morte sono state cancellate e agli imputati è stato accordato un processo di revisione della sentenza. Nel 2011, il Malawi ha approvato emendamenti al Codice Penale che consente ai tribunali ampia discrezionalità nel condannare i sospetti di omicidio.
Dopo molti anni di ritardo, nel febbraio 2015, i tribunali del Malawi hanno iniziato le udienze relative ai casi dei 191 prigionieri che avevano diritto a una nuova sentenza dopo la decisione dell’Alta Corte del 2007. Alla fine di dicembre 2015, i giudici avevano trattato 64 casi e deciso su 63: tra questi 51 prigionieri sono stati immediatamente liberati; ai restanti 12 la pena di morte è stata commutata in pena detentiva; nessuno ha ricevuto l’ergastolo o una nuova condanna a morte.
Il 12 novembre 2015, intervenendo al workshop organizzato da Unione Europea, Nazioni Unite e Commissione Diritti Umani del Malawi (MHRC), il Ministro della Giustizia e Affari Costituzionali Samuel Tembenu ha assicurato che il suo Governo stava lavorando in direzione dell’abolizione della pena capitale.
L’ultima persona giustiziata in Malawi è stata impiccata il 26 settembre 1992 nel carcere di Zomba per mano di un boia fatto venire dal Sudafrica.
Secondo le informazioni fornite dal Governo, tre uomini – Dickson Elia, Misheck Chigona e Paul Bisiwick Maulana – sono stati condannati a morte per omicidio nel 2015, ha riportato Amnesty International.
Il 18 agosto 2015, un ragazzo di 23 anni, Dickson Elia, è stato condannato a morte dall’Alta Corte di Dedza per aver ucciso un insegnante della Umbwi Secondary School, la moglie e un bambino di 6 mesi nell’ottobre del 2013.
Le Nazioni Unite
Il 5 maggio 2015, il Malawi è stato esaminato nell’ambito della Revisione Periodica Universale da parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Le raccomandazioni a continuare la moratoria sulla pena di morte sono state esaminate e accettate dal Malawi, che però non ha accettato quelle volte all’abolizione a alla ratifica del Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici.
Nel dicembre 2014, il Malawi, come in precedenza, si è astenuto sulla Risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
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