Sono reati capitali: omicidio premeditato, tentato...
Sono reati capitali: omicidio premeditato, tentato omicidio del Presidente, cospirazione contro la sovranità dello stato, atti di terrorismo
4 MIN DI LETTURA
Il 27 aprile 2014, sono entrate in vigore norme dettagliate sull’applicazione della pena di morte, anche nei confronti di minorenni al momento del fatto.
Il nuovo regolamento consente l’attuazione della pena di morte solo per omicidio volontario o omicidio premeditato e solo quando la sentenza è confermata dalla Corte Suprema, la quale decide se la pena è giustificata come Qisas (retribuzione), in conformità con la Sharia islamica. Le esecuzioni saranno effettuate presso un edificio nel carcere di Maafushi, che è in costruzione, alla presenza del Commissario delle Prigioni, di tre membri del pubblico, un procuratore e un medico.
Il regolamento impone al Ministero degli Affari Islamici di mediare tra la famiglia della vittima e il condannato. Attraverso questo processo, che riflette il principio del Qisas, ai membri della famiglia che sono Warith (eredi diretti) sarà data la possibilità di graziare il condannato, con o senza ricevere il prezzo del sangue. Alla famiglia è concesso un termine di 10 giorni a seguito della mediazione per giungere a una decisione. L’esecuzione non sarà effettuata anche se un solo membro della famiglia sceglie di perdonare il condannato.
Il Ministro degli Interni Umar Naseer ha detto che la probabilità di uccidere una persona innocente dopo aver completato tutte le procedure previste nel regolamento è “inverosimile” e “quasi impossibile”. Nel gennaio 2014, il Ministro Naseer aveva ordinato all’amministrazione penitenziaria di compiere tutti i preparativi necessari a eseguire le condanne a morte tramite l’iniezione letale, da effettuare presso un edificio in costruzione nel carcere di Maafushi.
Durante la campagna per le elezioni presidenziali del novembre 2013, il Presidente Abdulla Yameen, uscito vincitore dalle elezioni, ha preso una posizione dura su legge e ordine, esprimendosi a favore dell’applicazione della pena di morte e chiedendo pene detentive più severe. “L’omicidio deve essere punito con l’omicidio”, ha dichiarato.
Nel 2015 sono state pronunciate tre nuove condanne a morte, tutte nei confronti di imputati minorenni. Nel 2014, sono state comminate 2 nuove condanne a morte, a fronte delle 13 imposte nel 2013. Nel 2012 ne erano state comminate 2, mentre nel 2011, per la prima volta negli ultimi anni, non era stata emessa nessuna nuova sentenza capitale. Nei dieci anni precedenti erano state emesse nel Paese 14 condanne a morte, che sono state poi commutate in ergastolo grazie alla clemenza concessa dal Presidente.
La pena di morte nei confronti di minori
Le Maldive sono uno Stato Parte sia del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici sia della Convenzione sui Diritti del Fanciullo, che vietano la pena capitale per i reati commessi da persone minori di 18 anni. L’età della responsabilità penale nelle Maldive è di 10 anni e sebbene il nuovo codice penale preveda una “attenuante dell’immaturità”, che toglie ogni responsabilità penale ai minori di 15 anni, l’articolo 15c consente ancora che anche bambini di sette anni possano essere ritenuti responsabili per reati cosiddetti “Hudud” secondo la legge islamica. Essi comprendono il furto, la fornicazione, l’adulterio, il consumo di alcol o di altre sostanze intossicanti e l’apostasia, per i quali la pena – compresa la morte – è prescritta nel Sacro Corano stesso. “Disposizioni simili nel codice penale recentemente ratificato, che consentono l’applicazione della pena di morte per reati commessi al di sotto dei 18 anni, sono vergognose”, ha detto il 30 aprile Ravina Shamdasani, portavoce dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite.
La civiltà dell’iniezione letale
Con il regolamento dell’aprile 2014 e la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, erano entrate in vigore norme dettagliate per eseguire le condanne a morte tramite l’iniezione letale e, nel novembre 2015, il Governo aveva incluso nella proposta di bilancio dello Stato per il 2016 fondi per costruire una camera per l’iniezione letale nella prigione principale del Paese.
Le Nazioni Unite
Il 6 maggio 2015, le Maldive sono state esaminate nell’ambito della Revisione Periodica Universale da parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Nel suo rapporto nazionale, il Governo ha sottolineato che “le Maldive, dal 1952, hanno mantenuto una delle più lunghe moratorie di fatto sulla pena di morte a livello mondiale”, ma ha osservato che “l’Islam costituisce la base di tutte le leggi fatte nelle Maldive; quindi è incostituzionale rimuovere dal Codice Penale le punizioni Hudud, come la pena di morte e la fustigazione”. Le raccomandazioni a mantenere la moratoria sulla pena di morte in ogni circostanza, in particolare per i minorenni, e lavorare verso l’abolizione de jure della pena di morte non sono state accettate dalle Maldive. Il 18 dicembre 2014, per la seconda volta, le Maldive si sono astenute sulla Risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Nel 2010, per la prima volta, avevano votato a favore della Risoluzione. Nelle due precedenti sessioni, nel 2007 e nel 2008, le Maldive avevano votato contro.
Il nuovo regolamento consente l’attuazione della pena di morte solo per omicidio volontario o omicidio premeditato e solo quando la sentenza è confermata dalla Corte Suprema, la quale decide se la pena è giustificata come Qisas (retribuzione), in conformità con la Sharia islamica. Le esecuzioni saranno effettuate presso un edificio nel carcere di Maafushi, che è in costruzione, alla presenza del Commissario delle Prigioni, di tre membri del pubblico, un procuratore e un medico.
Il regolamento impone al Ministero degli Affari Islamici di mediare tra la famiglia della vittima e il condannato. Attraverso questo processo, che riflette il principio del Qisas, ai membri della famiglia che sono Warith (eredi diretti) sarà data la possibilità di graziare il condannato, con o senza ricevere il prezzo del sangue. Alla famiglia è concesso un termine di 10 giorni a seguito della mediazione per giungere a una decisione. L’esecuzione non sarà effettuata anche se un solo membro della famiglia sceglie di perdonare il condannato.
Il Ministro degli Interni Umar Naseer ha detto che la probabilità di uccidere una persona innocente dopo aver completato tutte le procedure previste nel regolamento è “inverosimile” e “quasi impossibile”. Nel gennaio 2014, il Ministro Naseer aveva ordinato all’amministrazione penitenziaria di compiere tutti i preparativi necessari a eseguire le condanne a morte tramite l’iniezione letale, da effettuare presso un edificio in costruzione nel carcere di Maafushi.
Durante la campagna per le elezioni presidenziali del novembre 2013, il Presidente Abdulla Yameen, uscito vincitore dalle elezioni, ha preso una posizione dura su legge e ordine, esprimendosi a favore dell’applicazione della pena di morte e chiedendo pene detentive più severe. “L’omicidio deve essere punito con l’omicidio”, ha dichiarato.
Nel 2015 sono state pronunciate tre nuove condanne a morte, tutte nei confronti di imputati minorenni. Nel 2014, sono state comminate 2 nuove condanne a morte, a fronte delle 13 imposte nel 2013. Nel 2012 ne erano state comminate 2, mentre nel 2011, per la prima volta negli ultimi anni, non era stata emessa nessuna nuova sentenza capitale. Nei dieci anni precedenti erano state emesse nel Paese 14 condanne a morte, che sono state poi commutate in ergastolo grazie alla clemenza concessa dal Presidente.
La pena di morte nei confronti di minori
Le Maldive sono uno Stato Parte sia del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici sia della Convenzione sui Diritti del Fanciullo, che vietano la pena capitale per i reati commessi da persone minori di 18 anni. L’età della responsabilità penale nelle Maldive è di 10 anni e sebbene il nuovo codice penale preveda una “attenuante dell’immaturità”, che toglie ogni responsabilità penale ai minori di 15 anni, l’articolo 15c consente ancora che anche bambini di sette anni possano essere ritenuti responsabili per reati cosiddetti “Hudud” secondo la legge islamica. Essi comprendono il furto, la fornicazione, l’adulterio, il consumo di alcol o di altre sostanze intossicanti e l’apostasia, per i quali la pena – compresa la morte – è prescritta nel Sacro Corano stesso. “Disposizioni simili nel codice penale recentemente ratificato, che consentono l’applicazione della pena di morte per reati commessi al di sotto dei 18 anni, sono vergognose”, ha detto il 30 aprile Ravina Shamdasani, portavoce dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite.
La civiltà dell’iniezione letale
Con il regolamento dell’aprile 2014 e la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, erano entrate in vigore norme dettagliate per eseguire le condanne a morte tramite l’iniezione letale e, nel novembre 2015, il Governo aveva incluso nella proposta di bilancio dello Stato per il 2016 fondi per costruire una camera per l’iniezione letale nella prigione principale del Paese.
Le Nazioni Unite
Il 6 maggio 2015, le Maldive sono state esaminate nell’ambito della Revisione Periodica Universale da parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Nel suo rapporto nazionale, il Governo ha sottolineato che “le Maldive, dal 1952, hanno mantenuto una delle più lunghe moratorie di fatto sulla pena di morte a livello mondiale”, ma ha osservato che “l’Islam costituisce la base di tutte le leggi fatte nelle Maldive; quindi è incostituzionale rimuovere dal Codice Penale le punizioni Hudud, come la pena di morte e la fustigazione”. Le raccomandazioni a mantenere la moratoria sulla pena di morte in ogni circostanza, in particolare per i minorenni, e lavorare verso l’abolizione de jure della pena di morte non sono state accettate dalle Maldive. Il 18 dicembre 2014, per la seconda volta, le Maldive si sono astenute sulla Risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Nel 2010, per la prima volta, avevano votato a favore della Risoluzione. Nelle due precedenti sessioni, nel 2007 e nel 2008, le Maldive avevano votato contro.
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE · PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE29 GIUGNO 2026
USA - Premiati i migliori studi legali che hanno difeso “pro bono”

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
INDIA: DUE CONDANNE A MORTE COMMUTATE IN 30 ANNI DI CARCERE

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
USA - Florida. Ex direttore di prigione esorta il personale penitenziario a non partecipare alle esecuzioni

PENA DI MORTE27 GIUGNO 2026
LETTERE DALL’INFERNO A SUOR GERVASIA, LA RINASCITA DI DOMENICO PAPALIA

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
IRAN - Issa Rahmani impiccato a Zahedan il 21 giugno

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
