Sono reati capitali: omicidio aggravato, rapina aggravata, tradimento...
Sono reati capitali omicidio aggravato, rapina aggravata, tradimento, spionaggio, reati contro lo stato e reati militari, genocidio.
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Sono reati capitali omicidio aggravato, rapina aggravata, tradimento, spionaggio, reati contro lo stato e reati militari, genocidio.
Dal 1994 la Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire) ha subito scontri etnici, una guerra civile e l’arrivo di rifugiati in fuga dal Ruanda e dal Burundi.
Il Governo di Mobutu Sese Seko era stato rovesciato nel maggio 1997 da una ribellione guidata da Laurent Kabila, il cui governo era stato in seguito messo alla prova nell’agosto 1998 da una ribellione sostenuta da Ruanda e Uganda. Truppe provenienti da Zimbabwe, Angola, Namibia, Ciad e Sudan erano accorse a sostegno del regime di Kinshasa. Un cessate il fuoco era stato firmato il 10 luglio 1999 ma sporadici scontri si sono ripetuti. Kabila è stato assassinato nel gennaio 2001 e suo figlio Joseph ha assunto il potere avviando il paese verso la fine della guerra.
Negoziati con i leader ribelli hanno condotto, grazie alla mediazione dell’Onu e dell’Unione Europea, alla firma il 17 dicembre 2002 a Pretoria di un accordo per la creazione di un Governo di transizione presieduto da Joseph Kabila con quattro Vice presidenti rappresentanti le fazioni precedentemente in lotta. Il Governo di transizione si è insediato il primo luglio 2003. Le prime libere elezioni dall’indipendenza dal Belgio nel 1960, inizialmente previste per il 2005, sono state rinviate al 2006.
Il 23 settembre del 2002 la Repubblica Democratica del Congo ha messo fine a una moratoria legale delle esecuzioni annunciata il 10 dicembre 1999 dall’allora Ministro per i Diritti Umani Leonard She Okitundu.
Le ultime esecuzioni sono avvenute il 7 gennaio 2003, quando 15 persone condannate a morte dalla Corte d’Ordine Militare (COM) sono state giustiziate in segreto in un accampamento militare alla periferia della capitale Kinshasa.
Il 24 aprile 2003 è stata soppressa la Corte d’Ordine Militare istituita da Laurent Kabila nel 1997 per giudicare soldati accusati di reati militari e che illegalmente aveva processato anche civili accusati di reati d’opinione, politici ed economici. Il tribunale speciale era un tribunale militare itinerante ai cui verdetti non si poteva ricorrere in appello. Dalla sua istituzione si è reso responsabile dell’esecuzione di circa 200 persone. La sua ultima udienza è stata quella del 7 gennaio 2003, terminata con la condanna a morte di 30 persone giudicate colpevoli di aver organizzato l’attentato a Kabila nel gennaio 2001.
Il 28 giugno 2003, in occasione di un incontro con una delegazione di Nessuno tocchi Caino in missione nel paese, il Presidente Joseph Kabila ha dichiarato che non avrebbe giustiziato nessuno, neanche gli assassini di suo padre Laurent già condannati a morte, fino a quando il Parlamento non si fosse pronunciato sull’abolizione o meno della pena di morte.
Il 10 maggio 2005, l’Assemblea Nazionale, la camera bassa del parlamento di transizione, ha deciso di cancellare ogni riferimento alla pena di morte dalla bozza di costituzione del paese. Il 17 marzo, il Senato della RDC aveva adottato i 220 articoli del progetto preliminare di nuova costituzione, tra cui uno che prevedeva il mantenimento della pena di morte. L’articolo 15, infatti, recitava tra l’altro che “Nessuno può essere privato della vita se non per omicidio volontario e nelle forme e condizioni previste dalla legge”. L’Assemblea Nazionale ha votato per sopprimere questa previsione e, il 13 maggio 2005, ha finito l’esame di tutti gli articoli della nuova costituzione, la quale è entrata in vigore dopo la sua approvazione attraverso un referendum popolare che si è tenuto nel dicembre del 2005.
Il 31 dicembre 2005, il Presidente della Repubblica ha promulgato la legge sull’amnistia approvata dall’Assemblea Nazionale il 29 novembre. L’amnistia riguarda tutte le persone condannate per motivi politici. Un parere della Corte Suprema ha interpretato questa norma nel senso di escludere i condannati a morte per l’omicidio dell’ex Presidente Laurent Kabila in quanto autori, secondo la Corte, di un reato comune.
Secondo le Nazioni Unite, al settembre 2005, vi sarebbero almeno 10 minori minorenni nei bracci della morte della Repubblica Democratica del Congo. Secondo i funzionari Onu almeno 10 minorenni si trovano nel braccio della morte perché non sono in grado di dimostrare la loro età e non dispongono dei soldi per pagarsi un’adeguata difesa legale.
Il 18 dicembre 2008 la Repubblica Democratica del Congo era assente alla votazione sulla risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Dal 1994 la Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire) ha subito scontri etnici, una guerra civile e l’arrivo di rifugiati in fuga dal Ruanda e dal Burundi.
Il Governo di Mobutu Sese Seko era stato rovesciato nel maggio 1997 da una ribellione guidata da Laurent Kabila, il cui governo era stato in seguito messo alla prova nell’agosto 1998 da una ribellione sostenuta da Ruanda e Uganda. Truppe provenienti da Zimbabwe, Angola, Namibia, Ciad e Sudan erano accorse a sostegno del regime di Kinshasa. Un cessate il fuoco era stato firmato il 10 luglio 1999 ma sporadici scontri si sono ripetuti. Kabila è stato assassinato nel gennaio 2001 e suo figlio Joseph ha assunto il potere avviando il paese verso la fine della guerra.
Negoziati con i leader ribelli hanno condotto, grazie alla mediazione dell’Onu e dell’Unione Europea, alla firma il 17 dicembre 2002 a Pretoria di un accordo per la creazione di un Governo di transizione presieduto da Joseph Kabila con quattro Vice presidenti rappresentanti le fazioni precedentemente in lotta. Il Governo di transizione si è insediato il primo luglio 2003. Le prime libere elezioni dall’indipendenza dal Belgio nel 1960, inizialmente previste per il 2005, sono state rinviate al 2006.
Il 23 settembre del 2002 la Repubblica Democratica del Congo ha messo fine a una moratoria legale delle esecuzioni annunciata il 10 dicembre 1999 dall’allora Ministro per i Diritti Umani Leonard She Okitundu.
Le ultime esecuzioni sono avvenute il 7 gennaio 2003, quando 15 persone condannate a morte dalla Corte d’Ordine Militare (COM) sono state giustiziate in segreto in un accampamento militare alla periferia della capitale Kinshasa.
Il 24 aprile 2003 è stata soppressa la Corte d’Ordine Militare istituita da Laurent Kabila nel 1997 per giudicare soldati accusati di reati militari e che illegalmente aveva processato anche civili accusati di reati d’opinione, politici ed economici. Il tribunale speciale era un tribunale militare itinerante ai cui verdetti non si poteva ricorrere in appello. Dalla sua istituzione si è reso responsabile dell’esecuzione di circa 200 persone. La sua ultima udienza è stata quella del 7 gennaio 2003, terminata con la condanna a morte di 30 persone giudicate colpevoli di aver organizzato l’attentato a Kabila nel gennaio 2001.
Il 28 giugno 2003, in occasione di un incontro con una delegazione di Nessuno tocchi Caino in missione nel paese, il Presidente Joseph Kabila ha dichiarato che non avrebbe giustiziato nessuno, neanche gli assassini di suo padre Laurent già condannati a morte, fino a quando il Parlamento non si fosse pronunciato sull’abolizione o meno della pena di morte.
Il 10 maggio 2005, l’Assemblea Nazionale, la camera bassa del parlamento di transizione, ha deciso di cancellare ogni riferimento alla pena di morte dalla bozza di costituzione del paese. Il 17 marzo, il Senato della RDC aveva adottato i 220 articoli del progetto preliminare di nuova costituzione, tra cui uno che prevedeva il mantenimento della pena di morte. L’articolo 15, infatti, recitava tra l’altro che “Nessuno può essere privato della vita se non per omicidio volontario e nelle forme e condizioni previste dalla legge”. L’Assemblea Nazionale ha votato per sopprimere questa previsione e, il 13 maggio 2005, ha finito l’esame di tutti gli articoli della nuova costituzione, la quale è entrata in vigore dopo la sua approvazione attraverso un referendum popolare che si è tenuto nel dicembre del 2005.
Il 31 dicembre 2005, il Presidente della Repubblica ha promulgato la legge sull’amnistia approvata dall’Assemblea Nazionale il 29 novembre. L’amnistia riguarda tutte le persone condannate per motivi politici. Un parere della Corte Suprema ha interpretato questa norma nel senso di escludere i condannati a morte per l’omicidio dell’ex Presidente Laurent Kabila in quanto autori, secondo la Corte, di un reato comune.
Secondo le Nazioni Unite, al settembre 2005, vi sarebbero almeno 10 minori minorenni nei bracci della morte della Repubblica Democratica del Congo. Secondo i funzionari Onu almeno 10 minorenni si trovano nel braccio della morte perché non sono in grado di dimostrare la loro età e non dispongono dei soldi per pagarsi un’adeguata difesa legale.
Il 18 dicembre 2008 la Repubblica Democratica del Congo era assente alla votazione sulla risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
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