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SRI LANKA

Sono reati capitali l'omicidio, l'aver causato l'esecuzione...

Sono reati capitali l'omicidio, l'aver causato l'esecuzione di un innocente

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Sono puniti con la pena capitale l’omicidio, l’aver causato l’esecuzione di un innocente mediante falsa testimonianza, reati contro lo stato, traffico di armi, reati economici e di droga.
La prima impiccagione nell’isola è avvenuta nella prigione di Welikada l’11 febbraio 1884, quando lo Sri Lanka era una colonia britannica conosciuta come Ceylon. Da allora sono state giustiziate 1.868 persone.
L’ultima esecuzione è avvenuta circa vent’anni dopo l’indipendenza, il 23 giugno 1976, quando un contadino di 27 anni, Jayasinghe Chandradasa, fu giustiziato per omicidio.
Nel 2015, secondo Amnesty International, almeno 51 persone sono state condannate a morte, per lo più per omicidio e almeno tre per traffico di droga.
Nel settembre 2015, c’erano 1.115 prigionieri nel braccio della morte, 600 dei quali erano ancora in appello contro la sentenza, secondo il Commissario Generale delle Prigioni, Rohana Pushpakumara.
Secondo la legge penitenziaria, i detenuti condannati non sono autorizzati a socializzare con altri detenuti e devono stare in isolamento. Hanno una cella minuscola e un piccolo corridoio che conduce alla loro cella lontano dai loro compagni di prigionia e non si possono nemmeno vedere o ascoltare l’un l’altro. L’unico privilegio che hanno è camminare avanti e indietro lungo i corridoi della loro sezione. Dopo una ricerca durata tre anni, nell’ottobre 2015 l’amministrazione penitenziaria ha reso noto di aver assunto due nuovi boia. Ne aveva nominato uno nel marzo 2014, ma dopo aver visto la forca l’uomo ha avuto delle difficoltà e si è dimesso dall’incarico. Nemmeno altri due boia assunti nel 2013 riuscirono a presentarsi al lavoro.
Molti tentativi sono stati fatti dai vari governi per riprendere le esecuzioni, ma senza alcun risultato a causa di proteste su larga scala che si sono manifestate nel Paese.
Il 14 settembre 2015, il Ministro degli Esteri Mangala Samaraweera nel suo discorso al Consiglio Onu per i Diritti Umani (UNHRC) ha dichiarato che lo Sri Lanka non avrebbe applicato la pena capitale. Da parte sua, il Presidente Maithripala Sirisena ha dichiarato il 18 settembre in occasione di un meeting a Galle che, in caso di approvazione del Parlamento, avrebbe ripreso le esecuzioni. Anche se la pena capitale può essere imposta tramite i poteri esecutivi del Presidente, “penso che la soluzione migliore sia il dibattito in Parlamento”, ha detto Sirisena. “In qualità di leader che rispetta i principi morali, presterò attenzione rigorosa alla domanda popolare di applicazione della pena di morte.” Il 6 ottobre 2015, il Ministro della Giustizia Wijeyadasa Rajapaksha ha dichiarato in Parlamento che lo Sri Lanka non avrebbe ripreso le esecuzioni e che ha deciso di votare a favore della risoluzione delle Nazioni Unite per la moratoria sulla pena di morte. Sottolineando che più di 100 Paesi hanno abolito la pena di morte, il Ministro ha detto che, soprattutto nei paesi democratici, le pene sono finalizzate a recupero e riabilitazione.

Commutazioni o sospensioni della pena di morte
Il Presidente Maithripala Sirisena ha commutato 187 condanne a morte in ergastolo da quando ha assunto la carica nel gennaio 2015. Il Presidente Sirisena ha commutato la pena a 34 detenuti del braccio della morte nel dicembre 2015. Le sentenze capitali sono state commutate su raccomandazione di un comitato di esperti istituito dal precedente Governo nell’ottobre 2013. Del comitato, presieduto dal giudice della Corte Suprema in pensione Nimal E. Dissanayake, fanno parte anche il Segretario del Ministero della Giustizia, il Procuratore Generale aggiunto e il Commissario delle prigioni. Il comitato aveva esaminato i casi di quasi 400 detenuti dei circa 1.200 condannati a morte raccomandando la commutazione della pena. Una parte di questi prigionieri ha passato tra i 20 e i 30 anni all’interno del braccio della morte.

Le Nazioni Unite
Nel novembre 2012, nell’ambito della Revisione Periodica Universale del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, il Governo ha respinto le raccomandazioni a compiere passi immediati verso l’abolizione legale della pena di morte.
Nel dicembre 2014, lo Sri Lanka si è astenuto sulla Risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Nelle sessioni del 2010 e del 2008 aveva votato a favore.