Sono reati capitali l'omicidio, i crimini contro lo...
Sono reati capitali l'omicidio, i crimini contro lo stato e il traffico di droga
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Sono reati capitali l’omicidio, i crimini contro lo stato e il traffico di droga. In base all’art 283, sezione 11, del codice penale, l’abuso sessuale è punito con 15 anni di carcere, ma se la vittima è un parente, si applica l’art. 279 che prevede la pena di morte.
I non musulmani non possono fare proseliti e il Governo proibisce ufficialmente servizi religiosi pubblici da parte di non-musulmani. Quelli privati sono consentiti e protetti.
Convertire dall’Islam è considerato apostasia ed è tecnicamente un reato capitale. Tuttavia non vi sono notizie di esecuzioni per questo “crimine” dal 1971.
Nel febbraio 2004, il Qatar ha approvato la sua prima legge anti-terrorismo, che prevede la condanna a morte per l’omicidio commesso “mediante un atto terroristico”. L’art. 3 della legge commina la pena di morte o l’ergastolo per “chiunque crei, organizzi o diriga un gruppo o un’organizzazione allo scopo di commettere un’azione terroristica”.
Il 9 giugno 2010, il Qatar ha emendato il proprio Codice penale definendo in modo approfondito la tortura e le minacce, col proposito di punire severamente i pubblici ufficiali, inclusi i poliziotti, che sottopongono sospettati o testimoni a torture fisiche e psicologiche per costringerli a confessare un crimine o fornire una testimonianza.
La nuova Legge (n°8 del 2010) ha emendato la Legge n°11 del 2004, imponendo l’ergastolo e perfino la pena capitale nel caso in cui le torture provochino la morte della vittima.
Fino al 2001, quando tre persone sono state giustiziate, non vi erano state esecuzioni per dieci anni in Qatar. Si ritiene vi siano almeno 20 persone condannate a morte.
Nel 2003 è stata effettuata almeno una esecuzione. Da allora, non risulta vi siamo state altre esecuzioni.
Il 18 dicembre 2008 e il 21 dicembre 2010 il Qatar ha votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
I non musulmani non possono fare proseliti e il Governo proibisce ufficialmente servizi religiosi pubblici da parte di non-musulmani. Quelli privati sono consentiti e protetti.
Convertire dall’Islam è considerato apostasia ed è tecnicamente un reato capitale. Tuttavia non vi sono notizie di esecuzioni per questo “crimine” dal 1971.
Nel febbraio 2004, il Qatar ha approvato la sua prima legge anti-terrorismo, che prevede la condanna a morte per l’omicidio commesso “mediante un atto terroristico”. L’art. 3 della legge commina la pena di morte o l’ergastolo per “chiunque crei, organizzi o diriga un gruppo o un’organizzazione allo scopo di commettere un’azione terroristica”.
Il 9 giugno 2010, il Qatar ha emendato il proprio Codice penale definendo in modo approfondito la tortura e le minacce, col proposito di punire severamente i pubblici ufficiali, inclusi i poliziotti, che sottopongono sospettati o testimoni a torture fisiche e psicologiche per costringerli a confessare un crimine o fornire una testimonianza.
La nuova Legge (n°8 del 2010) ha emendato la Legge n°11 del 2004, imponendo l’ergastolo e perfino la pena capitale nel caso in cui le torture provochino la morte della vittima.
Fino al 2001, quando tre persone sono state giustiziate, non vi erano state esecuzioni per dieci anni in Qatar. Si ritiene vi siano almeno 20 persone condannate a morte.
Nel 2003 è stata effettuata almeno una esecuzione. Da allora, non risulta vi siamo state altre esecuzioni.
Il 18 dicembre 2008 e il 21 dicembre 2010 il Qatar ha votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
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