Shizuka Kamei, ex leader del Partito Liberaldemocratico...
Shizuka Kamei, ex leader del Partito Liberaldemocratico al governo in Giappone (LDP), è stato rieletto presidente di un gruppo parlamentare contro la pena di morte nel Paese e ha ribadito il proprio desiderio di vedere abolita questa pratica
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Shizuka Kamei, ex leader del Partito Liberaldemocratico al governo in Giappone (LDP), è stato rieletto presidente di un gruppo parlamentare contro la pena di morte nel Paese e ha ribadito il proprio desiderio di vedere abolita questa pratica. "Può essere naturale per la gente avere il desiderio di vendetta, ma bisogna pensare che questo desiderio non porta felicità", ha detto Kamei a una riunione generale della Lega Parlamentare Giapponese Contro la Pena di Morte. "Dobbiamo anche considerare come dare supporto alle vittime del crimine ... Io spero che si possa lavorare per abolire la pena di morte, rafforzando nello stesso tempo il sistema di supporto alle vittime del crimine", ha aggiunto. La lega, composta da 106 esperti giuridici, ha eletto alla vicepresidenza Seiichi Kaneda, parlamentare del Partito Democratico del Giappone (DPJ), e Toshiko Hamayotsu, senatore del New Komeito Party. "L'abolizione della pena di morte è considerata un sogno in Giappone, mentre è una questione di buon senso nei Paesi con democrazie più mature. Io spero che si possa rendere l'abolizione della pena di morte in Giappone una questione di buon senso", ha detto Hamayotsu. Nel 2003, la lega aveva progettato di presentare un disegno di legge alla Camera con il quale si sostituiva alla pena di morte l'ergastolo senza possibilità di libertà sulla parola e con il quale nel frattempo venivano sospese le esecuzioni, ma non c'è stato abbastanza tempo per prepararlo prima delle elezioni generali che si sono tenute alla fine di quell'anno. La lega vorrebbe presentarlo quindi entro la fine del 2004, chiedendo una moratoria di 4 anni sulle esecuzioni per permettere lo svolgimento del dibattito in materia. Riguardo al disegno di legge, alcuni attivisti abolizionisti hanno detto che anche il carcere a vita senza possibilità di libertà di parola si può considerare una pena crudele come la pena di morte, e che la sua introduzione potrebbe portare a pene più dure.
— FONTI
- (Fonti: Kyodo News, 07/04/2004)
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