sedici anni dopo esser stato condannato a morte, oggi, al termine della ripetizione del processo...
sedici anni dopo esser stato condannato a morte, oggi, al termine della ripetizione del processo, Harold Wilson è stato dichiarato “non colpevole” da una giuria popolare. Secondo il Death Penalty Information Center (DPIC), è il 122° caso di persona
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sedici anni dopo esser stato condannato a morte, oggi, al termine della ripetizione del processo, Harold Wilson è stato dichiarato “non colpevole” da una giuria popolare. Secondo il Death Penalty Information Center (DPIC), è il 122° caso di persona condannata a morte che al termine di un lungo iter di appelli e ricorsi riesce a farsi assolvere.
Wilson, nero, era stato processato a Philadelphia nel 1989. Il rappresentante della pubblica accusa era Jack McMahon, note per le lezioni in seguito tenute su come selezionare i giurati popolari tenendo conto della razza. Nel 1999 la condanna a morte di Wilson fu annullata una prima volta da una corte d’appello, che ritenne che l’imputato non avesse ricevuto adeguata assistenza legale. Contro questa sentenza, l’ufficio del District Attorney non presentò ricorso. Un ulteriore appello portò a una sentenza della Corte Suprema della Pennsylvania che ordinò la ripetizione dell’intero processo perché il rappresentante della pubblica accusa aveva “impropriamente utilizzato le sue prerogative per far escludere potenziali giurati neri”. Nella stessa sentenza la Corte Suprema decise anche che nel nuovo processo la pubblica accusa non avrebbe più potuto chiedere la condanna a morte. Oggi, al termine del nuovo processo, e dopo aver preso in considerazione nuovi test del Dna, la giuria popolare ha assolto Wilson da tutti i capi di imputazione. I nuovi test infatti escludono che alcuni campioni sangue trovato sulla scena del delitto appartengano sia a Wilson che alle vittime, rendendo quindi credibile la presenza di un altro aggressore.
Wilson, nero, era stato processato a Philadelphia nel 1989. Il rappresentante della pubblica accusa era Jack McMahon, note per le lezioni in seguito tenute su come selezionare i giurati popolari tenendo conto della razza. Nel 1999 la condanna a morte di Wilson fu annullata una prima volta da una corte d’appello, che ritenne che l’imputato non avesse ricevuto adeguata assistenza legale. Contro questa sentenza, l’ufficio del District Attorney non presentò ricorso. Un ulteriore appello portò a una sentenza della Corte Suprema della Pennsylvania che ordinò la ripetizione dell’intero processo perché il rappresentante della pubblica accusa aveva “impropriamente utilizzato le sue prerogative per far escludere potenziali giurati neri”. Nella stessa sentenza la Corte Suprema decise anche che nel nuovo processo la pubblica accusa non avrebbe più potuto chiedere la condanna a morte. Oggi, al termine del nuovo processo, e dopo aver preso in considerazione nuovi test del Dna, la giuria popolare ha assolto Wilson da tutti i capi di imputazione. I nuovi test infatti escludono che alcuni campioni sangue trovato sulla scena del delitto appartengano sia a Wilson che alle vittime, rendendo quindi credibile la presenza di un altro aggressore.
— FONTI
- (Fonti: Federal Defender Association of Philadelphia, 15/11/2005)
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