Nessuno tocchi Caino

Secondo quanto pubblicato nel volume "Disidai" o "La...

Secondo quanto pubblicato nel volume "Disidai" o "La Quarta Generazione", scritto da un membro interno del partito che ha usato lo pseudonimo di Zong Hairen e riportato in un articolo pubblicato sull'"Asian Wall Street Journal" nell'ottobre 2002, 15

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Secondo quanto pubblicato nel volume "Disidai" o "La Quarta Generazione", scritto da un membro interno del partito che ha usato lo pseudonimo di Zong Hairen e riportato in un articolo pubblicato sull'"Asian Wall Street Journal" nell'ottobre 2002, 15.000 persone sono state mandate a morte ogni anno in Cina per presunti crimini dal 1998 al 2001.
Il dato è sconvolgente, oltre 4 volte più alto delle più alte cifre stimate dagli occidentali sulla carneficina giudiziaria annuale in Cina e il più alto in assoluto dalla Rivoluzione Culturale.
Lo stesso dato è riportato anche dal libro "I Nuovi governanti della Cina" scritto da Andrew J. Nathan e Bruce Gilley sulla base dei documenti segreti del Partito Comunista pubblicati in "Disidai".
Secondo il China Daily del 9 settembre 2002, almeno 3.000 persone sarebbero state giustiziate da aprile quando il Presidente Jiang Zemin ha riattivato la campagna "Colpire duro" in occasione del suo primo anniversario.
I dati in possesso di Amnesty indicano almeno 1.060 esecuzioni nel 2002, ma la stessa organizzazione considera il numero reale molto più alto.
Nessuno tocchi Caino stima che almeno 3.138 esecuzioni siano state effettuate in Cina nel 2002.
Secondo quanto riferito alla Reuters da una fonte giudiziaria, nel 2003 in Cina sono state giustiziate circa 5.000 persone.
Secondo Chen Zhonglin, deputato al Congresso Nazionale del Popolo (Parlamento) di Pechino, la Cina effettua ogni anno circa 10.000 esecuzioni.
La sua dichiarazione è uscita sul China Youth Daily nel marzo 2004, ed è la prima volta che una tale stima viene resa pubblica su un giornale controllato dallo stato.