L'ambasciatore afgano in Australia ha fortemente rigettato...
L'ambasciatore afgano in Australia ha fortemente rigettato le illazioni riguardo al fatto che i profughi rimandati in patria siano stati uccisi e ha minacciato azioni legali contro coloro che hanno mosso tali accuse
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L'ambasciatore afgano in Australia ha fortemente rigettato le illazioni riguardo al fatto che i profughi rimandati in patria siano stati uccisi e ha minacciato azioni legali contro coloro che hanno mosso tali accuse. Le accuse sono emerse da 46 profughi in sciopero della fame che protestano perch� sono tenuti prigionieri sull'isola di Nauru, nel Pacifico. I 46 fanno parte dei 284 profughi in cerca di asilo sull'isola che non sono riusciti a ottenere lo stato di rifugiati. Il politico federale Peter Andren ha detto di aver ricevuto e-mail da parte di diversi avvocati di rifugiati in cui si sostiene che 10 detenuti che sono stati rimandati in Afghanistan sono stati uccisi. "Vi sono segnali che dicono che alcuni di quelli rimandati in patria sono stati giustiziati al ritorno e vorrei che il governo investigasse su questa faccenda e si assicurasse che quelle persone stiano bene e siano trattate in modo umano in Australia finch� non potranno tornare nel loro paese", ha detto. L'ambasciatore afgano Mahmoud Saikal ha rilasciato dei documenti che attestano dove si trovano tutti e 20 i profughi che sono arrivati a Kabul il 2 dicembre e nega che essi siano stati perseguiti, uccisi o giustiziati. Tali accuse false non aiutano la causa dei profughi richiedenti asilo in Australia e inoltre "urta e impedisce gravemente il processo di ricostruzione in Afghanistan con un inevitabile effetto sulla sicurezza del Paese", ha detto Saikal. I politici e gli avvocati dei rifugiati hanno ribadito le richieste al governo australiano di rispondere ai detenuti in sciopero della fame, 18 dei quali si trovano in ospedale. Howard Glenn, direttore del gruppo di rifugiati A Just Australia, ha detto al Ministro dell'Immigrazione australiano Amanda Vanstone in una lettera che i detenuti di Nauru hanno "reali paure" riguardo al loro ritorno in Afghanistan. "Noi crediamo che quelli lasciati sull'isola abbiano reali paure e solide ragioni per avere protezione", ha detto Glenn.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 29/12/2003)
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