Roma ha conferito la cittadinanza onoraria a una donna...
Roma ha conferito la cittadinanza onoraria a una donna nigeriana che era stata condannata a morte per lapidazione da una corte islamica, ma che è stata poi assolta in appello a seguito di una protesta internazionale
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Roma ha conferito la cittadinanza onoraria a una donna nigeriana che era stata condannata a morte per lapidazione da una corte islamica, ma che � stata poi assolta in appello a seguito di una protesta internazionale.Safiya Hussaini, con la sua bambina, ha ricevuto l'onorificenza dal sindaco, Walter Veltroni. Il titolo di "cittadino" � puramente onorario e non comporta n� la residenza n� altri diritti legali.La Hussaini, il cui volto rugoso la fa apparire molto pi� vecchia dei suoi 35 anni, ha fatto un timido sorriso, quasi senza denti, da sotto il suo turbante giallo, disorientata da tutta l'attenzione sul suo primo viaggio al di fuori del Sokoto, lo sperduto stato nordoccidentale della Nigeria."Voi non conoscete me e io non conosco voi, ma vi sono estremamente grata per avermi salvato la vita. Che Dio vi benedica," ha detto, parlando in lingua Hausa attraverso un'interprete.La Hussaini, il cui villaggio non ha elettricit�, acqua corrente o strade lastricate, � stata letteralmente lontana un mondo, a Roma, dove � stata portata con una macchina lussuosa a ricevere la cittadinanza onoraria in un edificio progettato da Michelangelo."Ora che sono libera pregher� Dio Onnipotente perch� anche Amina lo possa essere," ha detto in una conferenza in suo onore quando Adama, la sua bambina di un anno e mezzo, ha pianto per richiamare un po' di attenzione.In agosto, un tribunale nigeriano ha respinto un appello per Amina Lawal Kurami, 31 anni, che ha dato alla luce un bambino fuori dal vincolo coniugale, e ha confermato la sentenza del tribunale della Sharia che la condanna alla lapidazione.Il sindaco Veltroni ha esortato i promotori delle campagne per i diritti umani a far convergere i loro sforzi sulla lotta per salvare Amina, esprimendo la propria fiducia sul fatto che la vita della donna sar� risparmiata."Rispettiamo profondamente le diverse culture, ma sappiamo che alcuni valori, come il rispetto per la vita umana, non possono essere messi in discussione. Speriamo che la cittadinanza romana di Safiya possa incoraggiare il mondo intero ad abolire la pena di morte e a rispettare i diritti delle donne," ha detto.L'ambasciatore nigeriano in Italia, Etim Jack Okpoyo, ha fatto appello alla comunit� internazionale per attenuare la pressione sul caso di Amina."Lasciate che mi rivolga alla comunit� intera per dare una tregua ad Amina Kurami. In Nigeria � in corso un processo che deve continuare negli interessi della pace. Quindi non scrivete lettere, non chiamate - come avete fatto fino a ora - anche Amina sar� libera uno di questi giorni, per grazia di Dio," ha detto.I partecipanti alla conferenza sul caso della Hussaini tenutasi al Centro Dionysia per l'Arte e la Cultura di Roma hanno affermato che il mondo industrializzato deve guardare al di l� degli aspetti religiosi dei casi nigeriani."Il problema � la mancanza di istruzione. Se il mondo industrializzato ci aiuta, per grazia di Dio, questo genere di cose non accadr� pi�," ha detto il legale della Hussaini, Hauwa Kulu Sagir-Kumasi."Questo non � un problema di religione," ha detto Okpoyo, l'ambasciatore nigeriano."Questo � un problema di sviluppo e istruzione. Quando Safiya avr� ricevuto un'istruzione conoscer� i suoi diritti, quando sar� istruita sapr� cosa fare in determinate situazioni, quando sar� istruita non avr� gravidanze indesiderate," ha detto."I Paesi industrializzati sono al timone della nave. I Paesi in via di sviluppo come noi, sono sul ponte. Quando l'agitazione sul ponte aumenta la nave rischia di capovolgersi," ha detto."Ora vedete che ci� che accade in un piccolo villaggio dell'Afghanistan pu� portare disagi per l'intero mondo industrializzato. Quindi, non potete pi� chiudere gli occhi ed essere soddisfatti di dove siete," ha aggiunto.
— FONTI
- (Fonti: Reuters 09/09/2002, Guardian, ANSA, AP, BBC [website / sito web], 10/09/2002)
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