REGNO UNITO. NO ALLA DEPORTAZIONE DI GIOVANE GAY IRANIANO
nelle prossime ore il giovane gay iraniano Mehdi Kazemi sarà
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nelle prossime ore il giovane gay iraniano Mehdi Kazemi sarà trasferito dall’Olanda a Londra per poi essere deportato in Iran dove rischia l’esecuzione per il reato di “lavat” (sodomia).
Mehdi, 19 anni, era giunto in Inghilterra nel novembre 2005 per motivi di studio, tuttavia lo scorso anno, a seguito del rifiuto delle autorità inglesi di concedergli l’asilo politico, è fuggito in Olanda.
All’età di 15 anni, Mehdi ha avuto in Iran una relazione con un altro ragazzo, Parham, arrestato nei mesi scorsi dalle autorità iraniane per il reato di sodomia.
Nel corso di un interrogatorio in carcere, Parham fu costretto sotto tortura a riferire nomi e cognomi di tutti gli uomini con cui aveva intrattenuto relazioni, tra cui lo stesso Mehdi.
Parham è stato poi condannato a morte ed ucciso dal regime iraniano nell’aprile del 2006.
A seguito dell’esecuzione di Parham, la polizia iraniana si è presentata a casa del padre di Mehdi, a Teheran, intimandogli la presa in custodia del figlio per sottoporlo a giudizio, come avvenuto nel caso di Parham.
Nessuno tocchi Caino e il Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito chiedono al Ministro degli Esteri D’Alema di intervenire immediatamente nei confronti del Regno Unito affinché blocchi il processo di deportazione in Iran di Mehdi, che rappresenterebbe una inaccettabile violazione delle convenzioni internazionali sui diritti umani e in particolare della convenzione sui rifugiati, della giurisprudenza della Corte europea sui Diritti dell’Uomo e dello stesso diritto comunitario (direttiva 2004/85).
Mehdi, 19 anni, era giunto in Inghilterra nel novembre 2005 per motivi di studio, tuttavia lo scorso anno, a seguito del rifiuto delle autorità inglesi di concedergli l’asilo politico, è fuggito in Olanda.
All’età di 15 anni, Mehdi ha avuto in Iran una relazione con un altro ragazzo, Parham, arrestato nei mesi scorsi dalle autorità iraniane per il reato di sodomia.
Nel corso di un interrogatorio in carcere, Parham fu costretto sotto tortura a riferire nomi e cognomi di tutti gli uomini con cui aveva intrattenuto relazioni, tra cui lo stesso Mehdi.
Parham è stato poi condannato a morte ed ucciso dal regime iraniano nell’aprile del 2006.
A seguito dell’esecuzione di Parham, la polizia iraniana si è presentata a casa del padre di Mehdi, a Teheran, intimandogli la presa in custodia del figlio per sottoporlo a giudizio, come avvenuto nel caso di Parham.
Nessuno tocchi Caino e il Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito chiedono al Ministro degli Esteri D’Alema di intervenire immediatamente nei confronti del Regno Unito affinché blocchi il processo di deportazione in Iran di Mehdi, che rappresenterebbe una inaccettabile violazione delle convenzioni internazionali sui diritti umani e in particolare della convenzione sui rifugiati, della giurisprudenza della Corte europea sui Diritti dell’Uomo e dello stesso diritto comunitario (direttiva 2004/85).
— FONTI
- (Fonti: radicali.it, 25/02/2008; pinknews, 19/02/2008)
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