REGNO UNITO. CITTADINO BRITANNICO RISCHIA PENA CAPITALE SE ESTRADATO A GUANTANAMO
Babar Ahmad, un cittadino inglese sospettato di terrorismo, rischierebbe la pena di morte o la detenzione a Guantánamo se venisse estradato negli Stati Uniti, ha detto il suo avvocato.
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Babar Ahmad, un cittadino inglese sospettato di terrorismo, rischierebbe la pena di morte o la detenzione a Guantánamo se venisse estradato negli Stati Uniti, ha detto il suo avvocato.
Le autorità americane vogliono processare Babar Ahmad, di 30 anni, proveniente da Tooting, nel sud ovest di Londra, per aver gestito dei siti e aver inviato delle emails per raccogliere fondi a sostegno della guerriglia in Cecenia ed in Afghanistan.
L’udienza sull’estradizione svoltasi presso la corte di Bow Street, in centro a Londra, è stata aggiornata per dare agli avvocati del Governo americano più tempo per stabilire se ci potrebbe essere il rischio che venga detenuto in un carcere militare e che gli venga applicata la pena di morte.
Thomas Loflin, un avvocato Americano specializzato in diritti umani, ha detto che non vi è alcuna previsione nel trattato di estradizione in base alla quale Ahmad debba essere processato da una corte civile o stabilisca dove deve essere detenuto. John Hardy, per il governo Americano, ha obiettato che se giudicato da una giurisdizione militare non godrebbe delle garanzie di un giusto processo, ma ha accolto l’argomento della difesa in base al quale se Ahmad fosse giudicato da un tribunale militare non vi sarebbero garanzie che non gli venga applicata la pena di morte o che non venga trasferito in un altro stato.
Le autorità americane vogliono processare Babar Ahmad, di 30 anni, proveniente da Tooting, nel sud ovest di Londra, per aver gestito dei siti e aver inviato delle emails per raccogliere fondi a sostegno della guerriglia in Cecenia ed in Afghanistan.
L’udienza sull’estradizione svoltasi presso la corte di Bow Street, in centro a Londra, è stata aggiornata per dare agli avvocati del Governo americano più tempo per stabilire se ci potrebbe essere il rischio che venga detenuto in un carcere militare e che gli venga applicata la pena di morte.
Thomas Loflin, un avvocato Americano specializzato in diritti umani, ha detto che non vi è alcuna previsione nel trattato di estradizione in base alla quale Ahmad debba essere processato da una corte civile o stabilisca dove deve essere detenuto. John Hardy, per il governo Americano, ha obiettato che se giudicato da una giurisdizione militare non godrebbe delle garanzie di un giusto processo, ma ha accolto l’argomento della difesa in base al quale se Ahmad fosse giudicato da un tribunale militare non vi sarebbero garanzie che non gli venga applicata la pena di morte o che non venga trasferito in un altro stato.
— FONTI
- (Fonti: The Guardian, 04/03/02005)
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