PROCESSI AI GERARCHI DI SADDAM
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le autorità irachene hanno annunciato che i processi contro dodici gerarchi del regime baathista, tenuti in arresto dall'esercito Usa, inizieranno in primavera e che almeno due saranno trasmessi in televisione. Lo riferisce il New York Times, aggiungendo che i pubblici ministeri sono pronti a chiedere la condanna a morte per gli imputati dei reati più gravi.
Uno dei primi ad essere processato sarà il cugino di Saddam Hussein, Ali Hassan al-Majid, meglio conosciuto come Alì il Chimico per il ruolo avuto negli attacchi con gas velenosi che hanno ucciso migliaia di curdi iracheni sul finire degli anni '80.Un altro sarà Barzan al-Tikriti, fratellastro di Saddam, vice-capo della polizia segreta irachena.
Dovrà rispondere delle gravi accuse di aver ordinato il bombardamento di un villaggio sciita a nord di Baghdad e di averne sterminato la popolazione maschile per punirla di un fallito attentato contro Saddam, nel 1982.
Il processo contro Saddam Hussein non si aprirà invece prima dell'anno prossimo, quando
tutte le cause contro questi gerarchi saranno concluse.
A due anni dalla caduta del regime, le due aule di tribunale costruite dagli americani nella Zona Verde, strettamente sorvegliata, sono quasi pronte.
I magistrati titolari delle indagini hanno quasi completato i fascicoli con le accuse a carico degli ex componenti del regime.
Sebbene alcuni esperti legali statunitensi abbiano contribuito al lavoro di indagine, il giudizio sarà
completamente nelle mani di un tribunale speciale iracheno, e non di un tribunale internazionale sul modello di quello istituito a l’Aja per i crimini nella ex Yugoslavia.
Per quanto riguarda Saddam, l’ex dittatore si trova attualmente rinchiuso in isolamento nel campo Cropper, centro di detenzione allestito dalle truppe americane vicino all'aeroporto della capitale irachena. Catturato nel dicembre 2003 nei pressi della sua città natale Tikrit, dopo una breve apparizione in un aula di tribunale lo scorso luglio, Saddam è ora in attesa del processo.
La moglie Sajida, fuggita in Giordania prima dell'intervento americano, ha annunciato di aver formato un pool di avvocati internazionali che difenderanno il marito, contestando la legittimità del tribunale speciale.
L'ex Presidente, sostiene Sajida, gode di immunità in quanto Capo di Stato.
Sugli avvocati degli ex gerarchi, alcuni sostengono che fungano da tramite per portare gli ordini di Saddam e degli altri ex capi fuori dal carcere, coordinando così le azioni dei gruppi armati in tutto l'Iraq; altri fanno notare come questo rischio sia inevitabile se vuole essere mantenuto per tutti il diritto ad un'assistenza legale.
Fonti ufficiali irachene hanno reso noto che i detenuti sono comunque mantenuti sotto stretta vigilanza. L'accesso alla radio, alla televisione e ai giornali è vietato, così da limitare di molto la loro consapevolezza su quanto accade in Iraq.
Uno dei primi ad essere processato sarà il cugino di Saddam Hussein, Ali Hassan al-Majid, meglio conosciuto come Alì il Chimico per il ruolo avuto negli attacchi con gas velenosi che hanno ucciso migliaia di curdi iracheni sul finire degli anni '80.Un altro sarà Barzan al-Tikriti, fratellastro di Saddam, vice-capo della polizia segreta irachena.
Dovrà rispondere delle gravi accuse di aver ordinato il bombardamento di un villaggio sciita a nord di Baghdad e di averne sterminato la popolazione maschile per punirla di un fallito attentato contro Saddam, nel 1982.
Il processo contro Saddam Hussein non si aprirà invece prima dell'anno prossimo, quando
tutte le cause contro questi gerarchi saranno concluse.
A due anni dalla caduta del regime, le due aule di tribunale costruite dagli americani nella Zona Verde, strettamente sorvegliata, sono quasi pronte.
I magistrati titolari delle indagini hanno quasi completato i fascicoli con le accuse a carico degli ex componenti del regime.
Sebbene alcuni esperti legali statunitensi abbiano contribuito al lavoro di indagine, il giudizio sarà
completamente nelle mani di un tribunale speciale iracheno, e non di un tribunale internazionale sul modello di quello istituito a l’Aja per i crimini nella ex Yugoslavia.
Per quanto riguarda Saddam, l’ex dittatore si trova attualmente rinchiuso in isolamento nel campo Cropper, centro di detenzione allestito dalle truppe americane vicino all'aeroporto della capitale irachena. Catturato nel dicembre 2003 nei pressi della sua città natale Tikrit, dopo una breve apparizione in un aula di tribunale lo scorso luglio, Saddam è ora in attesa del processo.
La moglie Sajida, fuggita in Giordania prima dell'intervento americano, ha annunciato di aver formato un pool di avvocati internazionali che difenderanno il marito, contestando la legittimità del tribunale speciale.
L'ex Presidente, sostiene Sajida, gode di immunità in quanto Capo di Stato.
Sugli avvocati degli ex gerarchi, alcuni sostengono che fungano da tramite per portare gli ordini di Saddam e degli altri ex capi fuori dal carcere, coordinando così le azioni dei gruppi armati in tutto l'Iraq; altri fanno notare come questo rischio sia inevitabile se vuole essere mantenuto per tutti il diritto ad un'assistenza legale.
Fonti ufficiali irachene hanno reso noto che i detenuti sono comunque mantenuti sotto stretta vigilanza. L'accesso alla radio, alla televisione e ai giornali è vietato, così da limitare di molto la loro consapevolezza su quanto accade in Iraq.
— FONTI
- (Fonti: New York Times, 10/02/2005)
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