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NIGERIA

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Più di 30 donne delegate della Associazione Internazionale Kolping hanno chiesto alle Nazioni Unite di intervenire per fermare la condanna a morte di Amina Lawal, una donna nigeriana condannata a morte in base alla Sharia per aver concepito un figlio

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Pi� di 30 donne delegate della Associazione Internazionale Kolping hanno chiesto alle Nazioni Unite di intervenire per fermare la condanna a morte di Amina Lawal, una donna nigeriana condannata a morte in base alla Sharia per aver concepito un figlio fuori dal matrimonio.
Le delegate, provenienti da diversi paesi tra cui il Sudafrica, la Nigeria, le Filippine, il Ruanda e l'Uganda, riunitesi nella sede della Kolping nella citt� di Hoima, in Uganda, hanno detto che l'esecuzione di Lawal costituirebbe un duro colpo per la battaglia di liberazione femminile.
Grace Onwuka, presidente del comitato femminile della Associazione Kolping della Nigeria, ha detto che Amina � stata portata da suo padre davanti a un tribunale della Sharia per aver concepito un figlio fuori dal matrimonio. Grace Onwuka ha detto che non � giusto punire Amina senza punire l'uomo con il quale ha concepito il figlio.
La presidente della Associazione Kolping dell'Uganda, Margaret Kasaija, ha detto che se Lawal verr� lapidata non verr� compiuto solo un abuso contro la donna ma anche contro i diritti umani.
Philomena Iwgoha della Associazione Kolping della Nigeria, ha detto che il presidente nigeriano Olusegun Obasanjo ha paura a prendere una posizione chiara riguardo alla condanna a morte di Amina per timore di perdere l'appoggio politico dei musulmani.
FONTI
  • (Fonti: New Vision, Africa News Service, 19/09/2002 )