PENA MORTE A LUNA PARK: NESSUNO TOCCHI CAINO, DEMENZIALE E DEVASTANTE
"E' un'operazione demenziale e culturalmente devastante che cancella anni di lavoro di chi si batte contro la pena di morte." Così Sergio D'Elia, Segretario di Nessuno Tocchi Caino, ha commentato la presenza in un luna park nei pressi dell'Idroscalo di
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"EÈ un'operazione demenziale e culturalmente devastante che cancella anni di lavoro di chi si batte contro la pena di morte." Così Sergio D'Elia, Segretario di Nessuno Tocchi Caino, ha commentato la presenza in un luna park nei pressi dell'Idroscalo di Milano di un'attrazione che riproduce l'esecuzione di un uomo, attraverso un manichino in lattice legato a una sedia di ferro e mosso da un pistone meccanico, mentre subisce finte scariche elettriche.
"Il modo in cui è stato fatto – ha spiegato D'Elia – in un contesto commerciale come un luna park, toglie qualsiasi principio di realtà al vissuto di condannati a morte e alla drammaticità di una piaga ancora presente nel mondo." "EÈ un modo vergognoso di cancellare, banalizzandolo, il problema della pena di morte che – ha aggiunto D'Elia – pur in forma letteraria o di finzione cinematografica o attraverso la 'pubblicità commerciale', grandi scrittori del passato, come Victor Hugo e Lev Tolstoj, o artisti contemporanei, come Tim Robbins o Oliviero Toscani, hanno saputo mirabilmente rappresentare." "Va detto però – ha notato D'Elia – che l'operazione al luna park di Milano non fa altro che lucrare sugli aspetti più deteriori e bestiali presenti nella nostra società che sono alimentati da un'informazione mortifera che, soprattutto negli ultimi due anni, ha inondato il paese di cronaca nera, con notizie e immagini di cadaveri e violenze di ogni tipo propinate agli italiani a colazione, a pranzo e a cena." "Mentre la nonviolenza – osserva D'Elia – continua a non fare notizia, come non fa notizia lo sciopero della fame di Marco Pannella in corso da diciassette giorni per tentare di salvare Tareq Aziz da una probabilissima e non finta esecuzione."
"Il modo in cui è stato fatto – ha spiegato D'Elia – in un contesto commerciale come un luna park, toglie qualsiasi principio di realtà al vissuto di condannati a morte e alla drammaticità di una piaga ancora presente nel mondo." "EÈ un modo vergognoso di cancellare, banalizzandolo, il problema della pena di morte che – ha aggiunto D'Elia – pur in forma letteraria o di finzione cinematografica o attraverso la 'pubblicità commerciale', grandi scrittori del passato, come Victor Hugo e Lev Tolstoj, o artisti contemporanei, come Tim Robbins o Oliviero Toscani, hanno saputo mirabilmente rappresentare." "Va detto però – ha notato D'Elia – che l'operazione al luna park di Milano non fa altro che lucrare sugli aspetti più deteriori e bestiali presenti nella nostra società che sono alimentati da un'informazione mortifera che, soprattutto negli ultimi due anni, ha inondato il paese di cronaca nera, con notizie e immagini di cadaveri e violenze di ogni tipo propinate agli italiani a colazione, a pranzo e a cena." "Mentre la nonviolenza – osserva D'Elia – continua a non fare notizia, come non fa notizia lo sciopero della fame di Marco Pannella in corso da diciassette giorni per tentare di salvare Tareq Aziz da una probabilissima e non finta esecuzione."
— FONTI
- (Fonti: NtC, 23/07/2008)
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