PENA DI MORTE. RUSSIA FIRMA DICHIARAZIONE SU MORATORIA
la Russia ha firmato la "dichiarazione di associazione" sulla pena di morte presentata all'Onu dall'Unione europea lo scorso 19 dicembre.
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la Russia ha firmato la "dichiarazione di associazione" sulla pena di morte presentata all'Onu dall'Unione europea lo scorso 19 dicembre.
L'ottantottesima adesione, dopo le 85 iniziali e le firme di Namibia e Kirghizistan di due settimane fa, Eè quella su cui piu' sperava l'Italia, impegnata a raccogliere il massimo numero di adesioni per convincere gli indecisi dell'Ue. Mosca, infatti, potrebbe fungere da traino per altri paesi dell'ex Unione Sovietica, alcuni dei quali dopo il crollo del regime hanno abolito la pena capitale o applicano unilateralmente una moratoria delle esecuzioni.
È il caso dell'Azerbaigian, paese abolizionista dal 1998, che secondo alcune indiscrezioni sarebbe prossimo ad apporre la propria firma alla dichiarazione. Altri paesi disposti a firmare sarebbero Gabon, Mozambico e Repubblica Democratica del Congo, sollecitati da Romano Prodi durante il recente vertice dell'Unione africana.
Obiettivo della Farnesina Eè ottenere 97 firme (la maggioranza assoluta all'Assemblea generale) nel piu' breve tempo possibile, magari entro il 5-6 marzo, quando il Consiglio affari generali prenderà la decisione finale sull'azione europea. Alcuni paesi dell'Unione, infatti, non sciolgono le proprie riserve. In particolare, secondo quanto risulta da una riunione tecnica della scorsa settimana a New York, Danimarca e Olanda continuano a opporre una certa freddezza, mentre la Gran Bretagna non ha assunto un atteggiamento negativo.
Durante la riunione, tra l'altro, l'Italia ha proposto di cominciare a scrivere il testo della risoluzione e di stabilire dei tempi per la sua presentazione all'Assemblea generale.
L'ottantottesima adesione, dopo le 85 iniziali e le firme di Namibia e Kirghizistan di due settimane fa, Eè quella su cui piu' sperava l'Italia, impegnata a raccogliere il massimo numero di adesioni per convincere gli indecisi dell'Ue. Mosca, infatti, potrebbe fungere da traino per altri paesi dell'ex Unione Sovietica, alcuni dei quali dopo il crollo del regime hanno abolito la pena capitale o applicano unilateralmente una moratoria delle esecuzioni.
È il caso dell'Azerbaigian, paese abolizionista dal 1998, che secondo alcune indiscrezioni sarebbe prossimo ad apporre la propria firma alla dichiarazione. Altri paesi disposti a firmare sarebbero Gabon, Mozambico e Repubblica Democratica del Congo, sollecitati da Romano Prodi durante il recente vertice dell'Unione africana.
Obiettivo della Farnesina Eè ottenere 97 firme (la maggioranza assoluta all'Assemblea generale) nel piu' breve tempo possibile, magari entro il 5-6 marzo, quando il Consiglio affari generali prenderà la decisione finale sull'azione europea. Alcuni paesi dell'Unione, infatti, non sciolgono le proprie riserve. In particolare, secondo quanto risulta da una riunione tecnica della scorsa settimana a New York, Danimarca e Olanda continuano a opporre una certa freddezza, mentre la Gran Bretagna non ha assunto un atteggiamento negativo.
Durante la riunione, tra l'altro, l'Italia ha proposto di cominciare a scrivere il testo della risoluzione e di stabilire dei tempi per la sua presentazione all'Assemblea generale.
— FONTI
- (Fonti: Il Velino, 12/02/2007)
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