PENA DI MORTE. PANNELLA, NON DIMENTICARE TAREK AZIZ
“Fare il punto” sul caso di Tarek Aziz, ex ministro degli Esteri di Saddam Hussein, detenuto dal 2003 in Iraq ed a rischio di condanna a morte. Questo l’obiettivo della conferenza stampa tenuta a Montecitorio dal leader radicale Marco Pannella e
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“Fare il punto” sul caso di Tarek Aziz, ex ministro degli Esteri di Saddam Hussein, detenuto dal 2003 in Iraq ed a rischio di condanna a morte. Questo l’obiettivo della conferenza stampa tenuta a Montecitorio dal leader radicale Marco Pannella e dall'avvocato Mario Lana, che ha incontrato piu' volte l'ex Ministro degli Esteri iracheno e che collabora con il legale di Aziz in Iraq.
'Tareq Aziz - ha spiegato Lana - conosce solo dal 2007 i capi di imputazione a suo carico, che sono complicità nel cosiddetto attentato del venerdi' alla moschea e nella strage dei mercanti'.
Ma cio' che preoccupa il legale Eè il nuovo capo di imputazione emerso, che avvierà un terzo processo: 'La scorsa settimana Eè stata formulata una nuova accusa - ha detto Lana - che Eè quella di complicità nelle deportazioni di popolazioni curde, unì accusa molto grave che se confermata porterebbe a una condanna a morte'.
'Sono tutti crimini - ha sottolineato Lana - che rientrano fra quelli di guerra o contro l'umanita' e che, secondo le esperienze passate, dovrebbero essere giudicati da un tribunale internazionale, o almeno misto: cosa che Eè stata negata ad Aziz'.
EÈ in questo contesto che si inserisce l'impegno di 'Nessuno tocchi Caino', che dopo la campagna per scongiurare l'esecuzione di Saddam Hussein, 'una sconfitta ma non un insuccesso', ha detto Pannella, si batte da tempo per salvare la vita di Tarek Aziz.
'Una vittoria l'abbiamo gia' ottenuta - ha osservato Pannella - con l'intervento di Lana e mobilitando l'opinione pubblica abbiamo di fatto disseppellito un uomo che era dato per morto da tutti'. Aziz è detenuto dal 2003 a Camp Propper, carcere iracheno sotto controllo statunitense.
'Tareq Aziz - ha spiegato Lana - conosce solo dal 2007 i capi di imputazione a suo carico, che sono complicità nel cosiddetto attentato del venerdi' alla moschea e nella strage dei mercanti'.
Ma cio' che preoccupa il legale Eè il nuovo capo di imputazione emerso, che avvierà un terzo processo: 'La scorsa settimana Eè stata formulata una nuova accusa - ha detto Lana - che Eè quella di complicità nelle deportazioni di popolazioni curde, unì accusa molto grave che se confermata porterebbe a una condanna a morte'.
'Sono tutti crimini - ha sottolineato Lana - che rientrano fra quelli di guerra o contro l'umanita' e che, secondo le esperienze passate, dovrebbero essere giudicati da un tribunale internazionale, o almeno misto: cosa che Eè stata negata ad Aziz'.
EÈ in questo contesto che si inserisce l'impegno di 'Nessuno tocchi Caino', che dopo la campagna per scongiurare l'esecuzione di Saddam Hussein, 'una sconfitta ma non un insuccesso', ha detto Pannella, si batte da tempo per salvare la vita di Tarek Aziz.
'Una vittoria l'abbiamo gia' ottenuta - ha osservato Pannella - con l'intervento di Lana e mobilitando l'opinione pubblica abbiamo di fatto disseppellito un uomo che era dato per morto da tutti'. Aziz è detenuto dal 2003 a Camp Propper, carcere iracheno sotto controllo statunitense.
— FONTI
- (Fonti: ANSA, 11/10/2008)
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