PENA DI MORTE: I NOBEL PER LA PACE SOSTENGONO LA MORATORIA ONU
si è svolto ieri a Roma un incontro coi Premi Nobel per la Pace, promosso da Nessuno tocchi Caino e dal Partito Radicale, a sostegno della quinta Risoluzione ONU per la Moratoria Universale delle esecuzioni capitali, sulla quale l’Assemblea Generale è
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si è svolto ieri a Roma un incontro coi Premi Nobel per la Pace, promosso da Nessuno tocchi Caino e dal Partito Radicale, a sostegno della quinta Risoluzione ONU per la Moratoria Universale delle esecuzioni capitali, sulla quale l’Assemblea Generale è chiamata al voto il prossimo 18 dicembre.
All’evento, patrocinato dal Segretariato Permanente del World Summit of Nobel Peace Laureates, hanno partecipato Emma Bonino, Marco Pannella e i Premi Nobel per la Pace Shirin Ebadi e Mairead Corrigan Maguire.
L’iraniana Shirin Ebadi ha fatto una descrizione impietosa del regime dei Mullah, col quale “è impossibile riconciliarsi, finché permane il potere assoluto della Guida Suprema che detta legge sulla vita politica, istituzionale e sociale… aldilà del Presidente di turno, che sia riformatore o conservatore”. “Sotto la Presidenza del ‘moderato’ Hassan Rohani le esecuzioni sono aumentate vertiginosamente e sono state almeno 870 nell’anno in corso”, ha detto Ebadi, che ha denunciato come “tra i giustiziati figurano anche donne, minori di 18 anni e oppositori politici”.
“La giustizia non può degradare nella vendetta”, ha detto Mairead Corrigan Maguire, la quale ha aggiunto che “compassione e tolleranza vanno tradotti in azione politica e norme giuridiche”.
“La pena di morte – ha proseguito Corrigan Maguire – non c’è solo in Iran, c’è anche negli Stati Uniti, i quali la praticano oltre che in forma legale anche con altri mezzi letali, come i droni.”
In conclusione, la Nobel nord-irlandese ha fatto appello alla “nonviolenza come forma di lotta per ottenere cambiamenti radicali… Non dobbiamo temere o subire quei regimi che negano i nostri valori: il rispetto per la vita e la dignità umana, il diritto alla verità e alla conoscenza.”
All’evento, patrocinato dal Segretariato Permanente del World Summit of Nobel Peace Laureates, hanno partecipato Emma Bonino, Marco Pannella e i Premi Nobel per la Pace Shirin Ebadi e Mairead Corrigan Maguire.
L’iraniana Shirin Ebadi ha fatto una descrizione impietosa del regime dei Mullah, col quale “è impossibile riconciliarsi, finché permane il potere assoluto della Guida Suprema che detta legge sulla vita politica, istituzionale e sociale… aldilà del Presidente di turno, che sia riformatore o conservatore”. “Sotto la Presidenza del ‘moderato’ Hassan Rohani le esecuzioni sono aumentate vertiginosamente e sono state almeno 870 nell’anno in corso”, ha detto Ebadi, che ha denunciato come “tra i giustiziati figurano anche donne, minori di 18 anni e oppositori politici”.
“La giustizia non può degradare nella vendetta”, ha detto Mairead Corrigan Maguire, la quale ha aggiunto che “compassione e tolleranza vanno tradotti in azione politica e norme giuridiche”.
“La pena di morte – ha proseguito Corrigan Maguire – non c’è solo in Iran, c’è anche negli Stati Uniti, i quali la praticano oltre che in forma legale anche con altri mezzi letali, come i droni.”
In conclusione, la Nobel nord-irlandese ha fatto appello alla “nonviolenza come forma di lotta per ottenere cambiamenti radicali… Non dobbiamo temere o subire quei regimi che negano i nostri valori: il rispetto per la vita e la dignità umana, il diritto alla verità e alla conoscenza.”
— FONTI
- (Fonti: NtC, 15/12/2014)
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