PENA DI MORTE. D'ELIA, CON LA MORATORIA ONU POSSIAMO AIUTARE LA CINA AD ANDARE ANCORA PIU' AVANTI
sulla decisione della Corte Suprema cinese di limitare la pratica della
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sulla decisione della Corte Suprema cinese di limitare la pratica della pena di morte, Sergio D'Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"Dalla Cina continuano ad arrivare segnali di una parziale ma indubbia inversione di tendenza nella pratica della pena di morte e la approvazione all'Assemblea Generale dell'ONU che si apre il 24 settembre della risoluzione sulla moratoria universale delle esecuzioni capitali, per la quale dal 2 settembre con Marco Pannella siamo in sciopero della fame, potrà servire proprio alla Cina per decidere di andare ancora più avanti, se non verso la sospensione, almeno verso una drastica riduzione delle esecuzioni capitali.
Già oggi, se paragoniamo la attuale situazione della pena di morte in Cina con i dati sulla vera e propria carneficina giudiziaria operata solo alcuni anni fa nelle campagne 'colpire duro', bisogna prendere atto di una evoluzione positiva.
Il numero di esecuzioni nei primi otto mesi di quest'anno è sicuramente diminuito, almeno del 10 per cento, grazie a quella che riteniamo sia stata una delle più importanti riforme degli ultimi vent'anni sulla pena di morte in Cina, la legge entrata in vigore il 1° gennaio scorso che affida alla sola Corte Suprema l'ultima parola sulle condanne a morte. br>In termini assoluti potrebbe apparire irrilevante, rimanendo la Cina il paese che pratica il 90% del totale mondiale di esecuzioni, ma invece di demonizzare o immaginare improbabili boicottaggi o isolamenti nei confronti di un paese con un miliardo e duecento milioni di persone, occorre aiutare la Cina a compiere passi nella direzione giusta. La moratoria Onu delle esecuzioni è l'aiuto più immediato che possiamo dare."
"Dalla Cina continuano ad arrivare segnali di una parziale ma indubbia inversione di tendenza nella pratica della pena di morte e la approvazione all'Assemblea Generale dell'ONU che si apre il 24 settembre della risoluzione sulla moratoria universale delle esecuzioni capitali, per la quale dal 2 settembre con Marco Pannella siamo in sciopero della fame, potrà servire proprio alla Cina per decidere di andare ancora più avanti, se non verso la sospensione, almeno verso una drastica riduzione delle esecuzioni capitali.
Già oggi, se paragoniamo la attuale situazione della pena di morte in Cina con i dati sulla vera e propria carneficina giudiziaria operata solo alcuni anni fa nelle campagne 'colpire duro', bisogna prendere atto di una evoluzione positiva.
Il numero di esecuzioni nei primi otto mesi di quest'anno è sicuramente diminuito, almeno del 10 per cento, grazie a quella che riteniamo sia stata una delle più importanti riforme degli ultimi vent'anni sulla pena di morte in Cina, la legge entrata in vigore il 1° gennaio scorso che affida alla sola Corte Suprema l'ultima parola sulle condanne a morte. br>In termini assoluti potrebbe apparire irrilevante, rimanendo la Cina il paese che pratica il 90% del totale mondiale di esecuzioni, ma invece di demonizzare o immaginare improbabili boicottaggi o isolamenti nei confronti di un paese con un miliardo e duecento milioni di persone, occorre aiutare la Cina a compiere passi nella direzione giusta. La moratoria Onu delle esecuzioni è l'aiuto più immediato che possiamo dare."
— FONTI
- (Fonti: NtC, 14/09/2007)
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